Il Festival areniano 2015 ha chiuso i battenti.
di adminLa lirica attira sempre, ma in misura minore, rispetto anche ad un recente passato – i tempi cambiano, e mutano cultura e gusti… Ciononostante 54 opere, proposte dal Festival 2015, nella grande cornice dell’anfiteatro veronese, e 408.000 presenze – con maggiore affluenza, rispetto allo scorso anno – hanno fatto registrare un buon risultato, con un incasso totale di € 23.337,620,00. Le 14 recite di Nabucco hanno goduto della presenza di 101.614 interessati; Aida, regina da sempre del Festival, in 18 recite, ha goduto di 141.973 spettatori, tenendo presente il tutto esaurito, nella serata del 25 luglio scorso; Tosca – 6 serate, a tale opera dedicate – ha visto 40.663 spettatori; Il Barbiere di Siviglia, in 5 rappresentazioni ha potuto contare su 44.579 spettatori; Romeo et Juliette ha visto, in tre serate, 19.887 presenze; Don Giovanni ha chiuso con 30.825 spettatori. Le serate d’eccezione, tutte dal grande successo: Roberto Bolle and friends, Carmen Gala Concert e Carmina Burana, hanno goduto rispettivamente della presenza di 12.000, 6500 e 9000 appassionati. Altre 1000 presenze si sono avute in occasione del Gala di Mezza Estate presso il Teatro Romano, con L’uccello di fuoco e La sagra di primavera. Tutto ciò, grazie anche ai prezzi d’entrata diversificati, attraverso i quali Fondazione Arena mira ad attrarre alla magia della lirica, offrendo al grande pubblico la possibilità di vivere un’indimenticabile esperienza dell’opera, sotto luna e stelle.
Per l’anno venturo, 2016, sono già in cartellone 46 rappresentazioni, dal 24 giugno al 28 agosto – otto in meno, rispetto al 2015 – con 5 titoli d’opera estremamente popolari: Carmen di Georges Bizet; Aida, La Traviata ed Il Trovatore di Giuseppe Verdi, e Turandot di Giacomo Puccini. Per l’agosto 2016, è già previsto anche il tradizionale incontro, dedicato al balletto, con il Corpo di ballo areniano, al Teatro Romano.
Quanto al tema, fortemente sentito e dibattuto, di una eventuale copertura dell’arena, il sindaco Flavio Tosi ha segnalato che la cosa è strettamente legata a convenienti disegni di sostenibilità architettonica e, ovviamente, di spesa.
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