19 luglio 2015: “Festa della Semina del Radicchio rosso” a Casaleone, Verona.

di admin
Una giornata dedicata all'agricoltura ed all'agricoltore, a cura della Pro Loco Carpanea, www.prolococarpanea.it. Esaminato anche l'attraente tema "Isola Boschina", unica isola del Po.


Proprio quello che occorre, è stata la "Festa della Semina del Radicchio rosso di Verona" in un mondo in cui, quello attuale, a causa della pur provvidenziale industrializzazione, l’uomo d’oggi poco conosce, sia sull’origine naturale, sia sulla provenienza di quanto costituisce la base della sua nutrizione. È questa assenza pratica, purtroppo, di quella cultura che si accumula solo introducendosi direttamente nella natura, abbandonando il cemento ed il traffico cittadini, e tuffandosi nel sempre prezioso verde della pianura e della montagna. Un verde che, pazientemente coltivato dalle laboriose mani dell’agricoltore, pure allevatore, è la fonte essenziale della nostra alimentazione. La quale è data da un insieme di prodotti della terra, fra i quali anche il noto "Radicchio rosso di Verona", che, appunto, si coltiva da maggio a marzo d’ogni anno, solo nella grande pianura del Basso Veronese e, nel caso in tema, in quel di Casaleone e zone limitrofe. Il nobile e rosso vegetale, se è ottimo ed eccezionale a tavola, è anche grande fattore economico e, quindi, d’occupazione, per tutta la zona, che stiamo considerando. La "Festa della Semina del Radicchio rosso", tenutasi il 19 luglio scorso, è stata accuratamente organizzata dalla Pro Loco Carpanea di Casaleone, presieduta da Enrica Claudia De Fanti, e dai suoi collaboratori volontari, nonché dal Consorzio di Tutela del Radicchio rosso di Verona, con sede a Legnago e diretto dall’esperta Cristiana Furiani. In aperta campagna, alla luce d’un sole, mai ridente come quest’anno, agricoltori guidati dal presidente di Coldiretti di Casaleone, Damiano Lorenzetti, hanno magistralmente mostrato ai numerosi presenti, con passione e conoscenza, nonché con l’utilizzo di grandi macchine adatte all’uopo, come vengano preparati i terreni per la semina del Radicchio, come questo venga seminato e come, a semina avvenuta, il terreno venga, ovviamente, irrigato a pioggia, e, nel caso in parola, estraendo l’acqua necessaria, attraverso una potente pompa, azionata da un trattore, dal vicino fiume Canossa. Non sono mancate descrizioni dettagliate sullo svolgimento dei lavori, che il radicchio richiede, dal momento della semina, a quello del raccolto, tenendo presente che la pianta "radicchio", non essendo attaccata, per sua natura, da parassita alcuno, non richiede trattamenti inquinanti. E questo è un punto a favore, che impreziosisce il purpureo vegetale. Essendo, poi, ottima norma, quella di consumare il prodotto agricolo, avendo diretta conoscenza del territorio che lo produce – e le terre del Basso Veronese, per la loro conformazione molto diversificata, hanno molto da fare conoscere a chi vive in città, anche in fatto di edilizia rurale e storico-artistica – ci ha pensato l’esperto Lorenzetti a dare alla stessa norma realizzazione. Alla guida di un trattore Landini, a testa calda, datato 1954, egli ha condotto, numerosi interessati, accomodati su un rimorchio agricolo, in una romantica ed ampia visita della verdissima zona circostante: un’estesa area coltivata, data la stagione, a mais, tabacco e a soia, nonché spesso delimitata da piccoli canali naturali e da verde autoctono, che ha, quasi coperto, anche un tratto della vecchia linea ferroviaria Ostiglia-Treviso, curato, peraltro, dalla passione del Lorenzetti stesso. Ovviamente, si poterono vedere altri terreni già seminati a radicchio. Nel cortile del Ristorante ‘Molino delle Valli’, importante, è stato, quindi, l’intervento del parroco di Casaleone, don Andrea Anselmi, sull’importanza della "terra" per la vita dell’uomo e sul dovere di ringraziare la Provvidenza per i doni della natura, avendo egli impartito, poi, la benedizione ai presenti ed alla campagna. Hanno allietato, verso sera, la manifestazione – evento che lascerà il segno, in fatto di migliore conoscenza del mondo agricolo – un’importante momento di esibizione di balli popolari, riflettenti tradizioni diverse internazionali, a cura del Gruppo Folkloristico di Cologna Veneta, "Le Fontanelle", e applauditissimi momenti di lirica – soprano: Rossella Caloini, tenore Lorenzo Carazzato, accompagnamento: Nicola Tumicioli – in omaggio alla mitica Maria Callas. Non poteva mancare un eccezionale risotto al "Radicchio rosso di Verona", a cura di Giorgio Sbizzera, produttore e cuoco del prezioso Vialone nano di Sustinenza veronese. La giornata, attentamente ripresa da Pierfilippo Franzini, canale "Cafè 24", Padova, s’è conclusa con l’intervento di Paolo Ugo Braggio, che, raccomandata la necessità di rispettare la terra, della quale si consumano ben 100 ettari al giorno, sottraendola al verde, e di prendere diretta conoscenza della natura, che da un piccolo seme, raccolto dall’agricoltore, dà vita, fra l’atro, al festeggiato Radicchio rosso, ha avuto il piacere di sentire amorevolmente letta da Fiammetta Rettondini, una poesia, in dialetto veronese, dedicata al Radicchio del Basso Veronese e stesa da Giorgio Gioco. Detta poesia è parte d’un fascicolo, curato da Coldiretti nel 1985 e custodito da Corradini Carla Gardoni, San Felice Extra, Verona, grande collezionista di ricette tradizionali. Erano presenti allo straordinario evento, Manuel Brusco, consigliere regionale con delega al Territorio ed all’Ambiente; Ilario Febo, vicepresidente della Confraternita del Bòn Cuciàr, molto attenta alla promozione dell’agroalimentare veronese, e Federico Bonfante, conservatore del Civico Museo di Legnago, che ha attivamente collaborato alla migliore riuscita della ‘Festa della Semina’. Rilevante la presenza di Silvia Cordes, traduttrice in perfetta lingua tedesca delle ricette a base di Radicchio. L’occasione ha consentito pure di porre in luce anche il tema della della Riserva naturale "Isola Boschina", sita nell’alveo del Po fra Ostiglia e Revere, la quale oltre ad essere unica isola del più grande fiume d’Italia, nonché tutta natura ed arte, appartenne anche a Gian Battista Meneghini, marito del celebre soprano lirico, Maria Callas. La quale, nota nel mondo e per le sue doti canore – a Verona la "Divina" è ricordata con la celebrazione del biennale "Festival Internazionale Maria Callas" – avrebbe trascorso momenti di serena tranquillità, appunto, nell’Isola Boschina.

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