SCHNITTKE, MOZART E BEETHOVEN PER IL PRIMO CONCERTO AL TEATRO RISTORI DI VERONA SABATO 18 OTTOBRE ORE 20.30 DOMENICA 19 OTTOBRE ORE 17.00
di adminIl maestro israeliano Omer Meir Wellber, oggi considerato uno dei più grandi talenti tra i giovani direttori d’orchestra, dirige un programma dedicato ai celebri compositori classicisti Haydn, Mozart e Beethoven: emblematica risulta, in apertura, Moz-Art à la Haydn di Schnittke, partitura riproposta a 17 anni di distanza dall’ultima esecuzione al Teatro Filarmonico. Schnittke, compositore novecentesco che si contraddistingue per il suo eclettismo stilistico, caratterizza Moz-Art à la Haydn con il sottotitolo Pantomima per due violini, due piccole orchestre d’archi, contrabbasso e direttore. E proprio dalla parte del primo violino viene il rimando mozartiano: per Schnittke la citazione musicale rientra in un percorso soggettivo che prevede il recupero dai lavori dei compositori del passato di una realtà inespressa destinata a restare nascosta, di «ciò che non è stato scritto con le note e che non ha lasciato traccia alcuna», come afferma in un’intervista. Questo carattere “maieutico” del fare musica esprime quindi uno «smisurato e illusorio mondo musicale» tratto dalla «sfera irreale delle ombre», attraverso un accumulo di citazioni che risultano per l’ascoltatore come una serie di déjà vu.
La seconda proposta musicale vede solista Paolo Guelfi, musicista che il M° Gianandrea Gavazzeni ha definito «uno dei più bei suoni di fagotto» e che vanta un repertorio che spazia dal barocco alla musica d’avanguardia, passando per il jazz. Al Teatro Ristori è impegnato nel Concerto per fagotto e orchestra K 191 in si bemolle maggiore di Mozart, unico Concerto nel vasto catalogo del genio salisburghese in cui il fagotto è impiegato con finalità virtuosistiche, valorizzate soprattutto nel primo movimento.
L’Orchestra areniana conclude eseguendo la Sinfonia n. 3 op. 55 in mi bemolle maggiore “Eroica” di Beethoven. Divenuta celebre per l’aneddoto che vede il grande compositore di Bonn cancellare dedica e titolazione a Napoleone Bonaparte, in seguito all’autoproclamazione a Imperatore, la Terza Sinfonia risulta essere un’opera talmente complessa e grandiosa da lasciare sbigottito il pubblico alla sua prima esecuzione. Il poderoso impianto formale, l’imponente scrittura orchestrale e la carica ideale e civile del tutto nuova che anima la composizione, fanno sì che l’Eroica sia la sinfonia beethoveniana che più si allontana dalla tradizione settecentesca, per una nuova dimensione comunicativa che culminerà solo con la celeberrima Nona Sinfonia.
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