Bond, mini bond: la nuova finanza per le piccole imprese!
di adminDurante l’incontro si è parlato delle possibilità che offrono i mini bond. Questi titoli consistono in obbligazioni emessi da un’azienda non quotata, la quale si impegna a pagare il capitale a scadenza e gli interessi periodici. Quali sono i vantaggi di questi strumenti finanziari? Le nuove norme non prevedono limiti di importo, di durata o di condizioni per queste emissioni. Tuttavia, esistono requisti minimi per le aziende emittenti:
– devono essere SpA;
– devono avere un fatturato superiore a € 2 milioni;
– devono avere un rating;
– il bilancio deve essere certificato da una società di revisione
Tra i vari interventi riportiamo quello di Giorgio Grosso, presidente di Veneto Sviluppo , finanziaria della Regione Veneto, vigilata dalla BCE. Come impiega i soldi? In tre forme : finanziamenti agevolati , garanzie e in fondi pubblici. Per quanto riguarda i finanziamenti agevolati, essa interviene con la banca con finanziamenti a piccole e medie imprese venete, ad oggi circa 8000 imprese.
Altro intervento interessante è stato quello di Maccagnani. Il consigliere della Fondazione, nel suo intervento, ha esaminato l’opportunità offerta da questa normativa seconda l’ottica dell’investitore. Per ora, afferma, che la normativa appare interessante ma i risultati non sono troppo incoraggianti e, inoltre, ha sollevato la questione della tranquillità dell’investitore: dal suo punto di vista questi investimenti sono a maggior rischio in quanto mancano ancora sufficienti norme che tutelino chi investe, il riferimento esplicito, è stato nei confronti del falso in bilancio.
Ad aggiungersi poi alla discussione è intervenuto, collegato in video conferenza da Roma, Stefano Firpo, del ministero dello Sviluppo Economico, parlando del decreto 231 sulla responsabilità amministrativa, tema su cui si lavora dal governo Monti. Il decreto che è in pubblicazione sulla GU presenterà una serie di semplificazioni per la quotazione del bond, al fine della loro negoziabilità. Adesso, dice , tocca alle imprese.
Invitato all’intervento, Roberto Nicastro, direttore generale Unicredit, ha affermato che operativamente i mini-bond presentano alcune limitazioni: infatti le aziende devono avere un fatturato di 40 e 50 milioni di fatturato per poter sostenere i costi di emissione, e altro elemento critico che ha tenuto a far risaltare è che con i mini-bond la scadenza non è prorogabile.
Infine mi preme riportare il caso presentato da Luigi Terranova, della Riello Investimenti, che con un fondo di 150 milioni cerca di farsi spazio in questo ambito puntando soprattutto su progetti, non di ristrutturazione ne di rifinanziamento, ma di sviluppo in specie verso l’estero.
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