VIOLENZA SULLE DONNE Audizione parlamentare Percorso di prevenzione – Laboratorio “Rispetto, libertà, potere e scelte del genere”

di admin
La violenza sulle donne, in tutte le sue forme, rappresenta un fenomeno sociale e culturale indecente, spesso ignorato e sottovalutato, sicuramente non adeguatamente studiato e monitorato, che di fatto ha impedito e impedisce la piena realizzazione della donna.

In data 17 agosto 2013 è entrato in vigore il decreto legge n. 93 del 14 agosto 2013 “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere”, presentato dal Governo come decreto legge sul “femminicidio”, poiché, tra le altre, al capo I contiene misure rivolte alla “prevenzione e contrasto della violenza di genere”.
In realtà si tratta di un vero e proprio pacchetto sicurezza, che legittima la necessità di utilizzare il diritto penale “per finalità dissuasive” in ragione del “susseguirsi di eventi di gravissima efferatezza in danno di donne” e del “conseguente allarme sociale che ne è derivato”.
Il femminicidio, anche se scoperto dai media e preso in considerazione dalla politica solo di recente, non è fenomeno di oggi: la violenza maschile sulle donne ha un carattere strutturale e non certo emergenziale, come affermato dal Preambolo della Convenzione di Istanbul , recentemente ratificata, e come pure riconosciuto dalla Presidente Boldrini e dal Presidente Grasso a più riprese.
Le misure introdotte con questo decreto legge rappresentano la risposta tardiva e inadeguata del Governo alle raccomandazioni provenienti dalle Nazioni Unite già nel 2011 (Comitato CEDAW) e nel 2012 (Relatrice Speciale dell’ONU contro la violenza sulle donne).
Nel corso della consultazione congiunta delle Commissioni parlamentari Affari Costituzionali e Giustizia convocata per raccogliere pareri e proposte in vista della conversione in legge del decreto governativo in materia di sicurezza e contro i femminicidi, lo scorso 10 settembre scorso si è svolta l’audizione di Roberta Mori, coordinatrice nazionale degli Organismi di pari opportunità regionali e provinciali, organismo cui aderisce anche la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Trento. Roberta Mori, nel corso dell’audizione , ha sottolineato come gli articoli del decreto dedicati al contrasto della violenza di genere siano uno strumento utile, un segnale di presa in carico e di assunzione di responsabilità dell’ordinamento giuridico in merito alla violenza contro le donne; ha però rimarcato che essi sono da ritenersi del tutto insufficienti rispetto al fenomeno.
L’approccio sanzionatorio non basta per affrontare con efficacia questo fenomeno. “Per sconfiggere la violenza serve prevenzione, cioè l’azione integrata di soggetti e istituzioni che per ruolo, competenza, per storia e per cultura siano dedicati a realizzare nella quotidianità questo obiettivo e dunque è necessaria “una legge quadro condivisa che oltre all’attuazione della Convenzione di Istanbul, inserisca nel nostro sistema correttivi democratici e misuratori d’uguaglianza tali da sostanziare una piena parità tra donne e uomini”.
Abbiamo chiesto alcune modifiche puntuali al decreto, tra cui: il finanziamento del Piano nazionale contro la violenza, se non si vuole fare operazione giuridica solo di facciata (dato che da 18.659.049 euro nel 2011 siamo passato a 1,5 milioni nel 2012 destinati ai centri e reti antiviolenza); la previsione di un’adeguata tutela della donna a fronte dell’irrevocabilità della querela presentata per stalking (altrimenti “facciamo desistere le donne dal denunciare e miglioriamo solo le statistiche”); l’introduzione di misure per il recupero rieducativo degli uomini maltrattanti sulla scorta di esperienze già presenti nel panorama nazionale.
La Commissione Pari Opportunità della Provincia di Trento si da anni ormai dedica particolare attenzione alla realtà della violenza sulle donne in tutte le sue forme (violenze domestiche, fisiche, sessuali, ricatto economico, coercizioni basate su pressioni psicologiche e morali), declinandola soprattutto in un’ottica di prevenzione, informazione, formazione e sensibilizzazione rivolte alle giovani generazione, ma in generale a tutta la cittadinanza.
L’ultima iniziativa, in ordine temporale, è il laboratorio “Rispetto, libertà, potere e scelte del genere”, finalizzato a sensibilizzare i/le giovani per la prevenzione della violenza contro le donne e rivolto alle scuole di secondo grado, agli istituti professionali e ai gruppi di aggregazione giovanile.
Si tratta di un’iniziativa gratuita promossa e fortemente voluta dalla Commissione Pari Opportunità tra uomo e donna della Provincia autonoma di Trento ed elaborata dal Centro per la Mediazione della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, in collegamento col progetto “Educare alle relazioni di genere” promosso dall’Assessorato all’Istruzione e allo Sport e dall’Assessorato alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza della PAT, dall’IPRASE e dal Centro Studi Interdisciplinari di Genere. L’iniziativa proposta mira a prevenire le relazioni violente, affrontando l’argomento in modo partecipato con i/le giovani, attraverso laboratori di 4 incontri, condotti da mediatori e mediatrici qualificati e specializzati sul tema.
La risposta è stata incoraggiante, come testimonia il fatto che la Commissione ha ricevuto molte più richieste di partecipazione rispetto ai percorsi attivabili quest’anno. I laboratori si svolgeranno nel corso dell’anno scolastico 2013/2014 in cinque diversi istituti provinciali e coinvolgeranno circa 120 tra ragazze e ragazzi.
L’auspicio è che del tema della prevenzione/formazione se ne tenga debitamente conto nei processi di cambiamento culturale di cui si parla moltissimo e al quale si fa appello quasi esclusivamente a seguito di episodi gravi di cronaca di violenza sulle donne, ma non possiamo dimenticarcene poco dopo, la questione rimane e il cambiamento culturale va stimolato e alimentato con azioni concrete e costanti!

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