Mauro Ottolini e il suo viaggio immaginifico nel jazz

di admin
Il grande trombettista jazz inaugura l’ottava edizione della Valigia dei suoni della Fondazione Centro Studi Campostrini di Verona venerdì 7 giugno alle 21 con la sua Sousaphonix attraverso lo spettacolo Bix Factor

Mauro Ottolini, trombettista veronese e riconosciuto Miglior musicista italiano al Top Jazz 2012/2013, Miglior trombonista italiano Jazzit Award, Miglior arrangiatore italiano Jazzit Award 2012/2013, presenta Bix Factor, un viaggio musicale e visionario ispirato al doppio cd e al libro omonimo scritto con Vanessa Tagliabue, venerdì 7 giugno alle 21 alla Fondazione Centro Studi Campostrini di Verona nel cortile di via Santa Maria in Organo, 2, a Verona. Lo spettacolo, riconosciuto per la sua originalità da Pupi Avati e Paolo Conte, mette insieme in modo suggestivo costumi, brevi letture tratte dalla storia scritta, e la musica jazz ispirata al ventennio tra il ’20 e il ’40 del secolo scorso.
Il concerto di Mauro Ottolini e Sousaphonix inaugura l’ottava edizione della rassegna musicale Valigia dei Suoni. Migrazioni e contaminazioni dal globo sonoro dal titolo “Dalla tradizione al futuro in un crocevia di culture”, curata da Meri Palvarini e Max Marmiroli, che si snoderà durante quattro concerti il venerdì sera alle 21 dal 7 al 28 giugno 2013. Suonano con Mauro Ottolini (trombone, sousaphone, voce) e Vanessa Tagliabue Yorke (voce): Stephanie Ocean Ghizzoni (voce, riti voodoo), Dan Kinzelman (sax tenore, clarinetto, clarinetto basso), Guido Bombardieri (clarinetti), Paolo De Giuli (cornetta), Vincenzo Vasi (voce, theremin, elettronica, strumenti giocattolo), Franz Bazzani (armonio liturgico a pedali, pianoforte), Enrico Terragnoli (banjo, chitarra elettrica, podofono), Paolo Botti (viola, dobro), Danilo Gallo (contrabbasso), Zeno De Rossi (batteria). In caso di pioggia i concerti si terranno all’interno della chiesa dell’Istituto Campostrini allo stesso indirizzo. Ingresso 10 euro, 5 euro ridotto studenti. Per i possessori di Verona Card sarà applicato lo sconto di un euro sul prezzo del biglietto. Le altre tappe del viaggio vedranno come protagonisti I Liguriani, Gnu Quartet e Remo Anzovino.

Bix Factor è il titolo dell’ultimo album concettuale di Mauro Ottolini e Sousaphonix composto da un doppio cd e un romanzo di fantascienza che, come spiega lo stesso musicista, «denuncia la povertà culturale che ci circonda, una malattia che dilaga e che si può contrarre seguendo i tanti talent show in tv o andando al centro commerciale». Il titolo si ispira al musicista Bix Beiderbecke, grande artista della tromba degli anni Venti del secolo scorso, morto molto giovane devastato dalle problematiche di un musicista non incoraggiato, di grande livello in un ambiente ostile dove i bianchi non erano considerati e non potevano fare parte del panorama jazzistico di New Orleans. Un titolo che è un gioco di parole che ricorda come l’arte fu e viene ancora oggi messa in secondo piano. Intorno a questo piccolo romanzo è nata la musica, completandosi a vicenda.
Lo spettacolo parla dell’epidemia che ha fatto ammalare la cultura nei giorni nostri, dove un ispettore di polizia che lavora sul Lago di Garda ha il compito di tornare indietro nello spazio e nel tempo attraverso un’invenzione molto originale, per trovare la pozione che potrà curare la nostra società. Un romanzo surreale insieme al disco che è ad oggi uno dei cd più venduti del suo campo. «Sousaphonix deriva dal sousafono, lo strumento costruito per suonare viaggiando, un basso tuba il cui nome è una metafora – spiega Mauro Ottolini –: una musica che si muove in modo visionario, avanti e indietro nel tempo e attraverso i territori, dove non esistono più barriere architettoniche musicali. Le sonorità devono essere riproposte attraverso l’arte visiva e la scrittura, anche con il linguaggio del film e del cartone animato, per rivolgersi a un pubblico che ha la volontà di ritrovare la passione per la conoscenza e la lettura, oltre che per la musica».
Per Stefano Zenni, presidente della Società Italiana di Musicologia afroamericana e membro dell’Advisory Board del Center for Black Music Research di Chicago, quella di Mauro Ottolini non è una operazione nostalgica, è invece «magica, fantasiosa, immaginifica. Una sorta di festa sonora dove la storia, tra il reale e l’immaginario, crea improvvisi cortocircuiti che solo uno spirito postmoderno, e dunque contemporaneo, può immaginare e apprezzare. Dietro la fantasmagoria di Bix Factor c’è una conoscenza profonda della storia del jazz, che in quanto tale non è mai revival, ma reinvenzione libera ed esuberante, teatrale e magica: una sorta di rito collettivo che riassume le genialità, le tensioni, gli accidenti creativi del Novecento in una prospettiva contemporanea».

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