“MENO SPESA, MENO TASSE”: IL PATTO CHE CHIEDONO LE IMPRESE. PAVIN AI PARTITI, «CHI LO SOTTOSCRIVE?»
di adminPer il 40% degli imprenditori il provvedimento che il nuovo Governo dovrà affrontare con più urgenza è il taglio della spesa pubblica. Seguono la riduzione delle tasse sulle imprese per il 22,8% e sulle persone (12,8%) e l’area della semplificazione burocratica e fiscale (11,8%). Più indietro il completamento della riforma del mercato del lavoro (2,5%). Insomma, è netta tra gli imprenditori la consapevolezza che solo una più drastica e selettiva, non lineare, riduzione della spesa pubblica può liberare le risorse necessarie a sostenere politiche espansive per la crescita (investimenti, innovazione, infrastrutture) e a ridurre una pressione fiscale che la stessa Banca d’Italia ha definito incompatibile con gli obiettivi di crescita.
Una svolta da imprimere in fretta. Tanto più che il punto di svolta dell’economia si sposta sempre più in là. Per quasi sei imprenditori padovani su dieci (58,8%) l’uscita dell’Italia dalla crisi è rinviata a “dopo il 2013”, solo il 14,5% vede la svolta entro fine anno. Il giudizio è meno negativo riguardo le prospettive della propria azienda: la maggioranza relativa degli imprenditori (37,6%) ritiene che la ripresa prenderà corpo “dopo il 2013”, il 15,1% entro fine anno. Per uno su dieci la ripresa “è già in atto”. Ma il 22,9% non ha un’idea precisa sulle prospettive della propria azienda. Insomma, si naviga a vista.
«L’Italia è ferma. Gli ultimi dati su produzione e Pil (-2,2% nel 2012) ripropongono con crudezza l’emergenza crescita – dichiara il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin -. Eppure non sembra esservi sufficiente consapevolezza, tra chi si candida a guidare il Paese, che questa è la vera, assoluta emergenza. La crescita non arriva per decreto, tuttavia si può fin d’ora tracciare la rotta, al di fuori dei proclami elettorali, con almeno quattro priorità immediate: rendere concretamente esigibili i crediti commerciali delle aziende verso la pubblica amministrazione, realizzare una massiccia semplificazione degli adempimenti burocratici e amministrativi che ostacolano le attività d’impresa e gli investimenti produttivi, avviare un’operazione mirata e selettiva di riduzione della spesa pubblica, mettere in campo una seria, credibile riduzione della pressione fiscale, con priorità assoluta al taglio del cuneo fiscale e dunque in direzione del lavoro. Insomma, meno spesa pubblica, da tradurre – a parità di saldi – in contestuali tagli alle imposte. È questo il patto che chiedono le imprese».
«Sulla spesa pubblica – insiste Pavin – c’è una diffusa reticenza. Uno stock di 800 miliardi di euro che ha continuato a crescere negli ultimi dieci anni, dove si annidano sprechi, inefficienze e l’invadenza della politica. La proposta di Confindustria è tagliare la spesa corrente dell’1% all’anno, anche rinunciando a ogni incentivo alle imprese. Ma dobbiamo dirci con chiarezza che comprimere la spesa significa superare tabù finora intoccabili, come la soppressione delle Province e l’accorpamento dei Comuni, come il pubblico impiego, dove ci sono punte di eccellenza ma anche sacche di improduttività e di inefficienza. Dal nuovo Governo ci aspettiamo che dica che questi tagli vanno fatti per un dividendo comune: abbassare le tasse sul lavoro e le imprese e crescere tutti di più. Le forze politiche dicano con chiarezza, in queste ultime ore di campagna, cosa sono disposte a fare».
___
In Evidenza
Autotrasporto, UNATRAS conferma il fermo nazionale dal 25 al 29 maggio

Scuola e imprese più vicine: firmato il protocollo Confimi–Provincia per l’orientamento dei giovani

ITAS Mutua, utili in crescita e ritorno ai soci: 2,7 milioni distribuiti nel 2026

Magis raddoppia i fondi destinati alla Caritas e incrementa il budget per Fondazione AGSM AIM

Premio Innovazione 2026: torna a Verona il ponte tra scuola e mondo del lavoro

Vinitaly 2026, Verona consolida la crescita: più notti e domanda qualificata

Banco BPM, utile oltre i 2 miliardi e dividendo a 1 euro: l’assemblea rinnova la governance

Grana Padano DOP, il 2025 è l’anno dei record: vendite ed export in crescita

Enoturismo, leva strategica: oltre 3 miliardi di valore e nuove opportunità per il Veneto











