LA SOLITUDINE DEI FIGLI DI ALCOLDIPENDENTI

di admin
Problemi emotivi, bassa considerazione di sé, tendenza ad attribuirsi la responsabilità di quello che accade. Sono le sensazioni che provano i figli di persone con problemi alcol-correlati. Le Unità di Alcologia del Dipartimento Dipendenze Ulss 20 di Verona offrono loro un servizio di consulenza e assistenza per affrontare e superare le criticità.

Donatella e Renzo sono due fratelli molto uniti fra loro. Con il tempo, hanno imparato a gestire una pesante situazione familiare e a prendere decisioni al posto dei genitori, quando questi ultimi non erano in grado di farlo. Fulvia, per anni, ha gridato al padre tutto il suo rancore e oggi racconta: “tornare a casa da scuola e trovarlo già alterato era un tormento che mi faceva torcere lo stomaco e squagliare i pensieri”. Le storie di Donatella, Renzo e Fulvia sono solo un esempio di ciò che vivono i figli di genitori alcolisti. Un problema, quello dell’alcol, che nel territorio rientrante sotto la competenza del Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 20 di Verona riguarda circa 1.015 persone. “La maggior parte degli utenti in carico per problemi con l’alcol ha figli – spiega il dott. Maurizio Gomma del Dipartimento Dipendenze Ulss 20 – anche perché l’età media di queste persone è anagraficamente più alta rispetto a quella degli utenti in carico per problemi di tossicodipendenza. Questo significa che, dove c’è una persona con problemi alcol correlati, quasi sempre ci sono anche dei figli che vanno aiutati e supportati”.A loro e alle loro famiglie è dedicata l’attività delle due Unità di Alcologia del Dipartimento Dipendenze Ulss 20, quella di Marzana e quella di Soave (SerD 3) poiché, come sostiene il Responsabile della struttura di Marzana, dott. Gian Paolo Brunetto, “quando una persona ha problemi alcol correlati, la questione riguarda tutta la famiglia, non è appannaggio del singolo individuo. Il metodo Hudolin infatti, da noi adottato, utilizza proprio un approccio che coinvolge l’intero nucleo familiare, cercando di ristabilire i ruoli di ciascun componente per ricreare una situazione di armonia e stabilità all’interno delle mura domestiche”.

 
I figli di genitori alcolisti, infatti, risentono fortemente delle mancanze da parte del genitore per tutto il corso della loro vita: da piccoli possono sentirsi abbandonati, in seguito si trovano spesso investiti di un carico di responsabilità troppo grande per la loro età che li costringerà magari a rinunciare ai momenti sereni che dovrebbero caratterizzare l’infanzia e l’adolescenza. “Questo può scatenare nel ragazzo un forte senso di rabbia nei confronti del genitore – spiega il dott. Brunetto – oppure, in altri casi, può portare esattamente all’effetto opposto, instaurando un pericoloso processo di coalizione con il genitore alcolista, negando il problema”. L’attività delle due Unità di Alcologia del Dipartimento Dipendenze Ulss 20 si sviluppa con un percorso riabilitativo che prevede una serie di pratiche ambulatoriali svolte all’interno dei servizi e una collaborazione con i gruppi ACAT (Associazione Club Alcologici Territoriali), A.A. (Alcolisti Anonimi) e AL.ANON che coinvolgono tutti i componenti del nucleo familiare. I figli di genitori con problemi alcol correlati che partecipano ai trattamenti operano così un importante lavoro su se stessi al fine di sanare il problema dell’alcolismo del genitore, scongiurando al contempo conseguenze di tipo psicologico anche gravi che possono verificarsi col trascorrere degli anni e che, non di rado, possono portare il figlio a sviluppare, in prima persona, forme di dipendenza da sostanze o dall’alcol proprio come il genitore.
 
 
 

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