Punto provinciale d’ascolto contro il bullismo e il disagio giovanile

di admin
I dati dell'anno scolastico 2011/2012

Oggi, nella Sala Rossa al Palazzo Scaligero, l’assessore all’Istruzione Marco Luciani ha presentato i dati sull’attività dell’anno scolastico 2011/2012 del Punto provinciale d’ascolto per la prevenzione del disagio scolastico, del bullismo e la promozione di una cittadinanza attiva.

Erano presenti: Giovanni Pontara e Anna Lisa Tiberio, rispettivamente dirigente e responsabile agli interventi educativi dell’Ufficio scolastico di Verona; Giuliana Guadagnini, psicologa responsabile delle attività del Punto d’ascolto presso l’Ufficio Scolastico di Verona.

Il Punto provinciale d’ascolto è un servizio rivolto a famiglie, presidi e docenti per segnalare e combattere le cause di disagio scolastico, fra cui bullismo, cyberbullismo e dipendenze. I casi segnalati in questo anno scolastico sono stati 350, di cui 275 sono stati trattati dallo sportello. I restanti episodi riguardavano casi di bullismo correlati a reati, che sono stati trasmessi alle Forze dell’Ordine. Gli episodi di bullismo rilevati dalle segnalazioni sono:
rischio di limitazione libertà personale dei ragazzi presi di mira, 17%;
episodi di bullismi correlati a reati, 14%;
episodi di “cyberbullismo”, 44%;
casi vissuti come violenti o come abusi, 15%;
situazioni con classe coinvolta, 11%.
Lo sportello opera in sinergia con le Istituzioni, le Forze dell’Ordine, e con gli altri Centri d’ascolto presenti nel territorio. Prevede, inoltre, il coinvolgimento delle famiglie, degli operatori sociali e delle scuole. L’iniziativa è inserita nelle azioni previste dalla Direttiva Ministeriale del 5 febbraio 2007 con il patrocinio dell’Osservatorio Regionale Permanente sul Bullismo.

La società attuale è caratterizzata da una complessità tale da disorientare i cittadini e soprattutto i giovani. Coloro che si occupano di educazione e d’intervento sociale, infatti, negli ultimi anni hanno riscontrato l’aumento di famiglie che vivono situazioni di disagio che poi si riflettono sulla vita dei bambini e dei ragazzi e sul loro adattamento al contesto scolastico. Per questo, coordinati col Punto provinciale d’ascolto, che offre un servizio di consulenza, si sono svolti incontri per genitori e insegnanti nelle scuole, dalla materna alla secondaria di secondo grado, per prevenire e definire il fenomeno del bullismo. Sono stati organizzati per i giovani, inoltre, convegni ed eventi presso Istituti scolastici, Enti, Università e Musei Civici per il contrasto del disagio sociale e delle devianze. È stata attivata anche una “scuola per genitori” per favorire una comunicazione efficace tra genitori e figli e riconoscere il valore e la dignità dei legami parentali.

Assessore Luciani: “Il Punto provinciale di ascolto è una iniziativa che mi trova talmente d’accordo da avere concesso un contributo economico alla realizzazione dello sportello. Sono infatti convinto che se le criticità in ambito scolastico vengono gestite, possano trovare una soluzione prima che il problema degeneri. In questo ambito, ricordo infatti che era stato molto apprezzato anche il servizio Cic-Centri di informazione e consulenza, che l’Ulss aveva avviato nelle singole scuole. I numeri significativi delle segnalazioni arrivate anche al Punto provinciale dimostrano che è un problema molto sentito, ma al quale le istituzioni stanno dando una risposta”.

Dirigente Usp – Giovanni Pontara: “Il punto d’ascolto è nato tre anni fa presso gli Uffici scolastici della Provincia, è un servizio fortemente voluto in quanto importante per salvaguardare il disagio creato dal bullismo, che condiziona la vita quotidiana di tanti studenti. Durante l’anno scolastico 2010/2011 sono stati registrati numerosi incontri e colloqui con docenti e famiglie. Le segnalazioni arrivano dai genitori preoccupati da alcuni comportamenti che in ambito scolastico i propri figli sono costretti a subire. Tramite noi, trovano invece un punto di riferimento con cui confrontarsi”.

Psicologa – Giuliana Guadagnini: “Il servizio è caratterizzato da una prima accoglienza che esamina il caso e lo invia agli organi competenti, come assistenti sociali, Polizia postale e Forze dell’Ordine nel caso di reati. Le tematiche sono tante: giovani ed alcool; giovani e fumo; giovani e sesso; bullismo non fisico che si diffonde tramite i social-network, tramite la diffusione di foto, commenti e informazioni personali. E’ importante sapere che tutti i servizi sono gratuiti e che, da quest’anno, sono stati introdotti anche interventi in lingua inglese per agevolare anche gli studenti stranieri”.

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