ORGANIZZATORI ANNULLANO MOSTRA MIRO’ A VERONA: COMUNE AGIRA’ IN SEDE LEGALE

di admin
La Società Arthemisia Group in collaborazione con la Società 24oreCultura – Gruppo 24ore aveva richiesto l’utilizzo del piano nobile della Gran Guardia per organizzarvi la mostra Mirò!

Poesia e luce dal 21 giugno al 9 settembre 2012. L’evento è stato presentato nella conferenza stampa del 19 marzo alla presenza della Direttrice della Fundaciò Pilar i Joan Mirò di Palma di Maiorca, della Curatrice e dei rappresentanti delle Società organizzatrici e produttrici dell’esposizione. Il Comune di Verona aveva concesso a condizioni di vantaggio l’utilizzo delle sale della Gran Guardia in considerazione della valenza artistica dell’iniziativa già in essere al Chiostro del Bramante a Roma. Con nota al Sindaco di Verona del 25 maggio, pervenuta all’Amministrazione il 29 maggio, il Sole24ORE e Arthemisia Group comunicavano di essersi “adoperati in ogni modo per reperire risorse economiche, senza però aver avuto alcun riscontro positivo al riguardo”. Per superare le difficoltà in cui si trovavano, chiedevano al Comune di prolungare la durata della mostra, di ridurre il canone di concessione della Gran Guardia, di intervenire sui costi della guardiania e/o per il reperimento di Sponsor. ll Comune, il giorno 31 maggio, si è dichiarato disponibile a rinunciare sostanzialmente ai propri introiti, che concorrevano a coprire le spese vive; altre soluzioni quali la proproga non erano possibili per impegni assunti precedentemente dalla struttura e per la stessa natura degli accordi intercorsi. Nel frattempo l’attività di organizzazione dell’esposizione procedeva e proprio il 25 maggio sul sito dedicato alla mostra in corso a Roma veniva inserito il richiamo alla successiva apertura a Verona(!!), mentre il 29 maggio Arthemisia inviava al Comune il colophon della mostra per le eventuali correzioni. Il 7 giugno è stato comunicato dal Comune agli organizzatori della mostra il reperimento di uno sponsor veronese; lo stesso giorno la news letter n. 42 di Arthemisia group comunicava l’apertura della mostra a Verona, dopo che la news letter 41 del giorno precedente aveva lanciato la proroga a Roma. Le società produttrici della Mostra per ragioni proprie hanno comunque autonomamente prorogato la Mostra presso la sede romana fino al 23 agosto. Le motivazioni di questa scelta sono contenute in una nota pervenuta solo stamane al Comune nella persona del Direttore dell’Area Cultura. In questa nota si esplicita fra l’altro che “da un certo momento in avanti sono sensibilmente cambiate le condizioni per la realizzazione della mostra: gli sponsor locali ci hanno negato il loro supporto, i costi per la guardiania sono aumentati significativamente rispetto a quanto immaginato dall’inizio, abbiamo dovuto rinunciare all’ipotesi di vendere serate private alla Gran Guardia per tutto il mese di luglio, ci è stato prospettato un costo assolutamente non previsto per la vigilanza e la custodia dello spazio.” Per queste ragioni ed altre contenute nella nota gli organizzatori propongono a titolo alternativo una diversa mostra di un fotografo contemporaneo o lo spostamento di qualche mese della data dell’evento Mirò. L’Amministrazione al riguardo farà le proprie valutazioni di merito sulla base del presupposto che da varie settimane sono stati messi in campo numerosi tentativi per supportare in ogni modo questo evento ancorchè proposto e organizzato da altri. Come viene parzialmente riconosciuto nella nota si è tentata qualsiasi strada per salvare questa mostra sia a cura degli uffici sia per diretto interessamento del Sig. Sindaco con velocità davvero notevole. Dispiace aver dovuto rilevare che con ogni probabilità contemporaneamente ai nostri tentativi, riusciti, di salvataggio della Mostra, le Società organizzatrici a nostra totale insaputa raggiungevano un accordo con l’attuale sede romana della Mostra per la proroga della stessa. A questo punto alla luce anche di una più compiuta analisi di tutti i passaggi amministrativi, l’Amministrazione si riserva ogni azione, anche in sede legale, a tutela della propria immagine e dei danni patrimoniali derivanti dal mancato utilizzo della Gran Guardia.

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