Le sfide di commercio, turismo, servizi e del sistema Verona: relazione a 360 gradi del presidente della Confcommercio scaligera Paolo Arena alla 66ma assemblea dei soci
di admintra gli altri, il prefetto Perla Stancari, il presidente della Camera di Commercio Alessandro Bianchi, il presidente di Verona Fiere Ettore Riello, il presidente del Consorzio Zai Flavio Zuliani, il presidente di Apindustria Arturo Alberti, il presidente Cna Angiolina Mignolli, il presidente Confesercenti Silvano Meneguzzo, il vicepresidente Confartigianato Ferdinando Albini, il presidente della Funivia Malcesine Monte Baldo Giuseppe Venturini, il presidente del Consorzio Zai Flavio Zuliani, il comandante dei vigili urbani Luigi Altamura, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi, gli assessori di Palazzo Barbieri Erminia Perbellini ed Enrico Corsi, il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Edera, l’assessore provinciale Ruggero Pozzani, il vicequestore Ferdinando Malfatti e il col. Paolo Brugnetti, capo ufficio amministrazione delle forze operative terrestri di corpo d’armata.
Arena ha innanzitutto sottolineato che “la celebrazione dei centocinquant’anni dalla nascita dell’Italia unita è l’occasione per ribadire che le imprese del terziario di mercato, del turismo, dei servizi, delle professioni e dei trasporti sono risorsa fondamentale del Paese e che la globalizzazione è un’opportunità per chi, come i nostri imprenditori, ha la capacità di far apprezzare nel mondo l’ineguagliabile “saper fare” italiano”.
“Investire sui giovani, sulle donne – ha detto Arena – è il primo dovere di chi ha la responsabilità di amministrare. Abbiamo anche nel nostro territorio giovani e donne motivate, preparate e qualificate per affrontare con fiducia il futuro, il loro avvenire.Dobbiamo però far dialogare il sistema della formazione ed il mondo del lavoro; Confcommercio Verona organizza ogni anno numerosi corsi di formazione e aggiornamento con cui cerca di rendere sempre più stretto questo legame”.
Quindi, dopo un riferimento ai pesanti oneri e ai ritardi che frustrano le aziende (“Non possiamo sopportare i costi più alti d’Europa per l’energia, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, l’imposizione fiscale e non possiamo attendere anni per esigere i nostri crediti; ben vengano quindi i provvedimenti legislativi di recepimento delle direttive europee finalizzati a fissare un termine massimo per i pagamenti come avvenuto in altri Stati europei, dove gli effetti positivi sono già evidenti”), Arena ha ricordato che “i consumi sono stagnanti ma non si fa niente per rilanciarli: per avere maggiore crescita e occupazione occorrerebbe fare leva sulla domanda interna perché i consumi delle famiglie italiane e gli investimenti contribuiscono per quasi l’80% al Pil e si rivolgono per l’80% alla produzione nazionale”.
Dopo aver denunciato l’eccessiva rigidità dell’Italia nell’applicare le normative comunitarie vigenti, (“si pensi alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro introdotta pensando alla grande impresa; bisognerebbe semplificare e tenere conto delle dimensioni dell’impresa e del settore di attività”), il presidente di Confcommercio Verona ha messo in luce che “l’Europa, con la Small Business Act invita gli Stati membri e, quindi, anche l’Italia, a pensare innanzitutto al piccolo ed afferma che il commercio al dettaglio è un pilastro dell’economia continentale”.
Venendo alla realtà locale Arena, dopo aver ricordato che le imprese del commercio, pubblici esercizi, alberghi, servizi, professioni e trasporti registrate alla Camera di Commercio di Verona sono circa 32 mila, quasi un terzo del totale delle società iscritte, ha toccato il delicato aspetto delle difficoltà legate all’accesso al credito (“Confcommercio ha stretto importanti legami con molti istituti bancari mentre il nostro Consorzio di garanzia Confidi sta assumendo un ruolo di spessore per assicurare finanziamenti in tempi ragionevoli e a condizioni accettabili, ma molto rimane da fare: le aziende continuano a soffrire della mancanza di fiducia delle banche, dei tempi di risposta troppo lunghi”) e si è quindi soffermato sul futuro dei principali enti: “su Veronafiere – ha detto – ribadiamo la necessità che il pacchetto di maggioranza rimanga nelle mani della città e l’importanza di fare squadra per difendere le manifestazioni e dare più servizi ai clienti e alle aziende che decidono di venire a Verona; l’aeroporto Catullo è strategico per lo sviluppo del territorio e della sua economia e si deve porre in un’ottica di servizio per la città e per il turismo, per cui bene i voli low cost, ma occorre pensare pure ad una clientela di livello più elevato che porti ricchezza sul territorio, anche nell’ottica di elevare la percentuale di incoming dal 30% al 50%.; quanto al Consorzio Zai e Verona Sud va data una risposta in tempi rapidi su quello che si vuol fare dell’area “Marangona”, mentre chiediamo un’azione congiunta tra politica ed economia per delineare uno sviluppo equilibrato che riqualifichi l’area tenendo in considerazione le problematiche delle imprese esistenti; per la Fondazione Arena, occorre guardare avanti e mettere in atto aggressive politiche di marketing che coinvolgano l’intero sistema Verona per non giocare sempre e solo sui mercati tradizionali, ampliando il potenziale bacino di utenza e gli spettatori”.
Sul tema delle infrastrutture il presidente di Confcommercio Verona auspica che “le grandi opere nelle agende dei vari Enti locali prendano finalmente il via: ci riferiamo al traforo delle Torricelle, al ribaltamento del casello di Verona sud, al casello dedicato all’Aeroporto, alla circonvallazione di Cadidavid, alla Grezzanella che decongestionerà il centro di Villafranca Veronese, solo per citarne alcune”.
Fondamentale anche “l’alta velocità per non isolare una città come Verona che si trova al centro del corridoio 1 e del corridoio 5”.
Un cenno poi all’autodromo di Trevenzuolo, “realtà che potrà generare ricchezza e flussi turistici a patto che vengano create adeguate infrastrutture e una viabilità che sopporti i milioni di visitatori preventivati”.
La relazione ha dato quindi spazio ai temi tradizionalmente cari al terziario di mercato; sui Centri commerciali, Arena ha sottolineato che “Confcommercio è disponibile a trattare con la Regione Veneto la revisione del numero delle giornate di deroga domenicale e festiva; in cambio abbiamo chiesto una moratoria di cinque anni per l’apertura di grandi strutture di vendita, vistala proliferazione degli ultimi anni, non supportata da una adeguata e ragionata programmazione”.
Evidenziato l’impegno dell’associazione,di concerto con le forze dell’ordine e nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, per prevenire e contrastare rapine, estorsione ed usura, Arena ha proseguito affermando che “la pressione fiscale in Italia è arrivata a livello di oppressione: imprese, professionisti, lavoratori autonomi e dipendenti lavorano sei-sette mesi all’anno per mantenere un sistema che, di contro, non eroga servizi all’altezza delle aspettative”.
Necessario quindi “attuare una seria politica di lotta all’evasione ed elusione fiscale, mentre diciamo no all’idea di uno scambio “meno Irpef e più Iva”.
Serve inoltre, per Confcommercio, una riforma fiscale, anche in Veneto, “regione che versa allo Stato 3,9 miliardi di euro l’anno e riceve in cambio 995 milioni di euro”.
“Nel federalismo riversiamo grandi aspettative – ha detto ancora il leader di Confcommercio Verona – ma auspichiamo che le tasse locali non si sommino a quelle nazionali”.
Venendo al turismo, “preoccupa l’ipotesi dell’applicazione della tassa di soggiorno, per la quale le categorie interessate hanno ribadito la loro contrarietà e chiesto una moratoria, almeno per quest’anno; le nuove tasse e i tagli drastici agli investimenti sulla promozione stanno oltretutto penalizzando molto questo strategico settore”.
Dopo aver chiesto un “riallineamento delle aliquote Iva del settore del turismo a quelle europee, visto che quella italiana è di 6 punti percentuali più elevata di quella del resto d’Europa”, Arena ha fatto cenno al Codice del turismo “che ha generato qualche “mal di pancia” nel settore dei pubblici esercizi perché l’attività ricettiva, in quanto tale, consentirebbe la somministrazione di pasti e bevande anche alle persone non alloggiate: ci sembra uno sconfinamento di campo che rischia di compromettere la sinergia tra mondo del turismo e ristorazione”.
Infine un riferimento alla promozione: “crediamo sia necessario razionalizzare le strutture per rafforzare l’azione promozionale; la Camera di commercio potrebbe diventare il momento di sintesi delle tante, troppe, realtà che oggi promuovono in modo disorganico”.
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