Serenissima Ristorazione: primo Report di Sostenibilità e nuova governance ESG
di Matteo ScolariIl Gruppo Serenissima Ristorazione, tra i leader italiani della ristorazione collettiva con headquarter a Vicenza, presenta il suo primo Report di Sostenibilità redatto secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), anticipando volontariamente gli obblighi normativi europei e integrando la sostenibilità nella strategia industriale e finanziaria.
Una scelta che coinvolge le 14 società controllate – incluse le realtà estere in Spagna e Polonia – e che riguarda sia la materialità finanziaria, cioè l’impatto della sostenibilità sui risultati economici, sia la materialità di impatto, ossia l’effetto dell’attività aziendale su ambiente e persone. Il gruppo, con oltre 650 milioni di euro di fatturato nel 2025 (dato preconsuntivo) e più di 11mila collaboratori, serve circa 50 milioni di pasti all’anno.

«La redazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità secondo la CSRD è stata una sfida importante, che abbiamo scelto di affrontare su base volontaria perché crediamo profondamente nella sostenibilità come leva strategica e di business – dichiara Tommaso Putin, Vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione con delega alla sostenibilità – Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente».
Sul fronte ambientale, la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione evidenzia emissioni complessive pari a 240.107 tonnellate di CO₂ equivalente, di cui le emissioni dirette e da energia acquistata (Scope 1 e 2) incidono per circa l’8% del totale, confermando un impatto diretto contenuto del core business. La parte più rilevante riguarda invece le emissioni Scope 3, cioè quelle generate “a monte” e “a valle” della catena del valore – fornitori, logistica, gestione rifiuti – che pesano per il 92%. Per questo il gruppo ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento e qualificazione ESG dei partner, con monitoraggi, audit e condivisione dei dati ambientali lungo la filiera.
Tra gli obiettivi dichiarati anche la riduzione dei consumi energetici del 5% rispetto a un consumo complessivo di circa 52.000 MWh, pari a un taglio di circa 2.600 MWh – equivalente al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane – attraverso interventi di efficientamento e sistemi avanzati di gestione dell’energia.
La dimensione sociale rappresenta un altro pilastro strategico. Il 73,4% del personale della capogruppo è composto da donne, mentre nell’alta dirigenza la presenza femminile raggiunge il 43%. Un impegno certificato dalla UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, con azioni specifiche per monitorare le retribuzioni, ridurre eventuali disparità e garantire percorsi di crescita basati esclusivamente sulle competenze. Nel 2024 la sola capogruppo ha erogato circa 50mila ore di formazione, confermando l’investimento sul capitale umano come leva di qualità e sviluppo di lungo periodo.
Dal 2025 è inoltre operativa una nuova governance ESG, con l’istituzione di un Comitato ESG guidato da Tommaso Putin, incaricato di integrare in modo sistematico i valori ambientali e sociali nelle decisioni aziendali e nella gestione dei rischi.
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