Consiglio comunale: Fiera. Approvate modifiche statutarie e vendita parte quote di partecipazione
di adminIl provvedimento autorizza anche l’indizione di una gara pubblica per la cessione del 24 per cento della quota di proprietà comunale, attualmente pari al 54,84 per cento del fondo di dotazione, riservandosi di deliberare con successivo provvedimento l’alienazione delle quote al soggetto terzo individuato, al prezzo che risulteranno all’atto dell’aggiudicazione provvisoria. “Un’operazione di grande interesse e di grande rilevanza per la città – ha spiegato l’assessore agli Enti partecipati Enrico Toffali – che consentirà al Comune di poter disporre di utili importanti, da destinarsi al servizio delle finalità istituzionali dell’Ente locale e, in parte, al rilancio dell’Ente Autonomo”. L’assessore ha ricordato che “nell’ipotesi di vendita del 24 per cento delle quote, considerando che il valore della Fiera è valutato intorno ai 141 milioni di euro, il Comune potrebbe avere un’entrata che si aggirerà sui 31-35 milioni di euro. Le quote – spiega ancora Toffali – saranno messe all’asta per un valore indicativo di base di 33 milioni 84 mila euro, quote sulle quali è già stato manifestato interesse da parte della Popolare di Vicenza, di Cattolica Assicurazioni, di Veneto Sviluppo e Camera di Commercio”. Accolti dall’assessore Toffali 3 dei 7 emendamenti collegati, uno a firma del consigliere di Forza Italia Marco Gruberio, uno a firma del capogruppo Lista Tosi Andrea Miglioranzi e uno presentato dal gruppo consiliare Pd. Respinti, in fase di voto, gli altri 4 emendamenti collegati. SINTESI DEL DIBATTITO: Nella relazione di minoranza, il consigliere Pd Giancarlo Montagnoli ha sottolineato come “il bilancio del Comune si trovi ormai in condizioni di estrema difficoltà, che spingono questa Amministrazione ad intraprendere la strada della cessione di una parte consistente del patrimonio della città. Serve un’analisi importante in questa fase delicata per la città – aggiunge Montagnoli – un’azione di responsabilità da parte dell’Amministrazione comunale, visto che anche la Fiera è già fortemente a rischio, come altre strutture economiche della città; per questo – conclude Montagnoli – come socio di maggioranza, il Comune ha il dovere e la responsabilità di fare concretamente qualcosa e non di pensare semplicemente alla vendita delle sue quote. Un’occasione mancata per l’ingresso di soci privati e per il vero rilancio della Fiera”. “Si tratta di un’operazione economica incomprensibile – dichiara il capogruppo di Verona Civica Edoardo Tisato – e che di fatto non porterà ai vantaggi sperati, anzi sarà causa di nuove complicazioni per le casse del Comune, visto che gli introiti delle vendita non basteranno a pareggiare il bilancio”. Per il consigliere Udc Stefano Valdegamberi “si tratta di un’operazione studiata solo per fare cassa e per occultare una mala gestione delle spese correnti, che porta ogni anno alla depauperazione del patrimonio della città”. “E’ indubbia – afferma il capogruppo PD Stefania Sartori – la situazione di difficoltà economica in cui si trovano oggi i Comuni, anche per i vincoli imposti dal Patto di Stabilità, ma questa operazione ha come unico obiettivo la chiusura in pareggio del bilancio. Si ricorre a strumenti straordinari per alimentare spese ordinarie, dimostrando una strategia di breve periodo, che penalizza il patrimonio della città”. “Perché, tra le molteplici partecipazioni del Comune, si è deciso di cedere proprio le quote della Fiera e non di un’altra azienda? – ha chiesto il consigliere Pd Paolo Zanotto, che ha sottolineto come “in questi quattro anni di Amministrazione Tosi, sulla Fiera si sia continuamente cambiato programma, abbandonando l’ipotesi di trasformazione in Spa”. Anche per il consigliere Pd Fabio Segattini “si tratta di una scelta che non fa gli interessi né della Fiera né dei veronesi, ma un’operazione emergenziale per pareggiare i conti del bilancio. Se ad ogni bilancio l’amministrazione deve intervenire con vendite che non hanno uno scopo strategico – aggiunge Segattini – vuol dire che non c’è pianificazione”.
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