Occhiobello, il Tar blocca l’Outlet Confcommercio Veneto plaude: “Avevamo ragione”
di admindichiara il presidente regionale della Confederazione, Massimo Zanon – Il Tar ci ha dato ragione. Ora cerchiamo di far rispettare le regole, e che i ricorsi non vanifichino un impegno che va nel senso della giustizia”.
Confcommercio Veneto aveva segnalato l’anomalia dell’Outlet già sul nascere, definendo ‘paradossali’ le modalità con cui si tentava di dar vita a una struttura di così grandi dimensioni chiedendo (e ottenendo) 70 autorizzazioni per il commercio di vicinato da 200 metri quadri ciascuna. In barba ai contingenti regionali e alle valutazioni d’impatto ambientale. “O ci troviamo di fronte al genio della lampada – dichiarava Confcommercio Veneto all’epoca – oppure tutti quelli che finora hanno rispettato la legge sono degli sprovveduti. È evidente che Confcommercio non potrà che promuovere e sostenere tutte le azioni che portino a un minimo di decenza: l’osservanza delle norme che fino a oggi tutti hanno rispettato”.
Di qui il ricorso al Tar. Poi la sentenza, fresca di Tribunale, che respinge la valutazione del 2003 secondo cui una superficie complessiva di vendita di 12.800 metri quadri non sarebbe stata un centro commerciale, ma una pluralità di esercizi di vicinato per i quali poteva bastare l’autorizzazione comunale. Ma l’autorizzazione comunale non poteva bastare, in quanto all’epoca la struttura ancora non esisteva, quindi non poteva essere soggetta a deroghe rispetto alla legge regionale, che stabilisce vincoli precisi. Questioni tanto tecniche quanto sostanziali.
Infine, il rinnovato invito di Confcommercio Veneto alle istituzioni, affinché si attivino contro iniziative che stravolgano in modo irreparabile gli equilibri di paesi e città, prima ancora che del tessuto commerciale di un territorio intero. “Vorremmo che si cominciasse anche a ragionare in termini di tutela ambientale e non solo di licenze commerciali”, conclude il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon.
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