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E ora un po’ di pulizia anche in Unicredito! Tosi o la Fondazione si muovano!

di admin
Credo ora che la dignità di un popolo meriti un forte segnale dopo le titubanze italiche e le insistenti voci che vogliono Berlusconi riluttante a prendere posizione contro l’amico Gheddafi.

A Verona si dice “Can, no magna Can”, ma ora dopo le prove dei massacri, dopo la risoluzione dell’ONU che condanna Gheddafi e gli blocca i beni, credo che la spoliazione subita di Unicredito da tutto il tessuto economico italiano,  per la “regalia” della quota del 7 e passa per cento acquistata a pochi spiccioli, renderebbe necessario un forte intervento delle autorità preposte e  una piena attuazione delle norme statutarie la nella parte ove invocano la piena onorabilità. Molti finora hanno fatto orecchie da mercante, autorità che non vedono, soci che non sentono, amministratori che non parlano. Ora è bene che qualcuno dica che, anche in Unicredito , la prima banca italiana, è giusto  che si prosegua verso un cambio della situazione, non transigendo più verso il criterio di onorabilità nella catena di comando. I criteri di onorabilità, non sono  solo quelli di legge, ci sono quelli statutari e se non bastasse c’è la percezione pubblica. E se non lo dicono in Unicredito, lo dica la chi sta in Fondazione, dal Presidente ai consiglieri, tutti sono chiamati a rispondere alle loro coscienze ed ai cittadini . E lo dicano le forze politiche veronesi. Tosi che spesso ha parlato, ora, non taccia. Qualcuno muova qualche passo. Dal Governatore a seguire tanti hanno titolo per dire, non siano tutti sempre silenti. E’ assordante questo silenzio, di fronte alla gente disarmata che muore in Libia sulle strade a fucilate sparate da mercenari pagati con soldi di chissà quale fonte. Unicredito  ha migliaia di lavoratori, decine di migliaia di imprenditori, milioni di clienti che la stimano e la rispettano e che ritengono vitale la funzione di questa grande banca in Italia ed in  Europa, non vedo perché si debba tacere. Grandi ruoli grandi responsabilità si diceva una volta. Allora a Farhat Bengdara vice presidente, si chiedano le dimissioni, lo si sospenda. La Banca d’Italia intervenga. Il fatto che ambasciatori abbiano preso posizione e costui sia irreperibile, non deve lasciare spazio a dubbi. Si chieda a gran voce chiarezza e pulizia, c’è gente che muore in piazza per un ideale, almeno per rispetto per loro, e non si dimentichi che professionalità significa anche questo: assumersi  la propria responsabilità.

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