Rincari 2026: da pedaggi e carburanti a sigarette e tasse, un avvio d’anno più caro
di Matteo ScolariIl 2026 si apre all’insegna dei rincari diffusi, che coinvolgono trasporti, consumi e fiscalità, con effetti diretti su famiglie e imprese. Da oggi scatta infatti una serie di aumenti, in parte legati all’adeguamento all’inflazione e in parte alle misure introdotte dalla legge di bilancio, che ridefiniscono accise, imposte e contributi. Non mancano tuttavia alcune note positive, a partire dal blocco degli aumenti delle multe stradali, sospesi per tutto l’anno grazie al decreto Milleproroghe.
Sul fronte della mobilità, arrivano i rialzi ai pedaggi autostradali, con un adeguamento tariffario medio dell’1,5% applicato alla quasi totalità delle concessioni. Fanno eccezione alcune tratte, mentre sull’Autostrada del Brennero – infrastruttura strategica anche per il sistema produttivo veneto – l’aumento sarà dell’1,46%, in un contesto di concessione scaduta e procedura di riaffidamento ancora in corso. Un incremento che pesa in particolare sul traffico commerciale e logistico lungo l’asse Nord-Sud.
A incidere sui bilanci quotidiani sarà anche la revisione delle accise sui carburanti. La manovra prevede la parificazione delle aliquote tra benzina e gasolio, con una riduzione per la prima e un aumento per il secondo. Considerando l’effetto dell’Iva, l’impatto stimato è di circa cinque centesimi al litro, con il diesel che diventa più caro, un elemento sensibile per un territorio come il Veneto, caratterizzato da un’elevata mobilità privata e da un forte tessuto manifatturiero e logistico.

Aumentano inoltre le accise sui tabacchi, con un percorso progressivo nel triennio 2026-2028. Per le sigarette l’incremento medio sarà di circa 15 centesimi a pacchetto nel 2026, destinato a crescere negli anni successivi, con rialzi previsti anche per le sigarette elettroniche. Un intervento che avrà effetti diretti sui consumi e sul gettito fiscale.
Un altro capitolo rilevante riguarda il turismo. Anche nel 2026 i Comuni potranno aumentare l’imposta di soggiorno fino a 2 euro a notte. Inoltre, una norma specifica consente ai Comuni di Veneto e Lombardia entro 30 chilometri dalle sedi dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 di istituire o incrementare l’imposta fino a 5 euro. Una misura che riguarda da vicino molte località venete e che intreccia esigenze di finanza locale e gestione dei grandi flussi turistici attesi.
Tra gli altri aumenti figurano quelli sulle assicurazioni, con l’aliquota che sale al 12,5% per alcune polizze accessorie, la nuova tassa sui pacchi con un contributo di 2 euro sulle spedizioni sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra UE e il raddoppio della Tobin tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie, che passa dallo 0,2% allo 0,4%.
Sul versante dei rincari scongiurati, oltre allo stop all’adeguamento delle sanzioni del codice della strada, vengono rinviate al 1° gennaio 2027 sia la sugar tax sulle bevande edulcorate sia la plastic tax sulla plastica monouso. Prevista inoltre l’esenzione dalla tassa d’imbarco per alcuni aeroporti dell’Emilia-Romagna, una misura che tutela la competitività degli scali minori.
Nel complesso, il quadro che emerge per il 2026 è quello di un avvio d’anno segnato da costi in aumento, con impatti differenziati ma concreti su famiglie, imprese e territori. In Veneto, tra infrastrutture, turismo e mobilità, l’attenzione resta alta sugli effetti economici di queste misure e sulla capacità del sistema regionale di assorbirne l’impatto senza frenare crescita e competitività.
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