Immobiliare ed edilizia: Verona corre, ma ora servono regole stabili e visione di lungo periodo
di Matteo ScolariIl mercato immobiliare veronese continua a dare segnali di solidità e dinamismo, confermandosi uno dei più vivaci a livello nazionale. I dati sulle compravendite parlano chiaro: la città e la sua provincia crescono più della media italiana, con una domanda che resta sostenuta sia per l’acquisto della prima casa sia per l’investimento. Un trend che non è frutto di una fiammata temporanea, ma di una struttura economica territoriale che continua ad attrarre famiglie, lavoratori, studenti e capitali.
A parlarne in studio a Focus Verona Economia sono stati anche Valerio Caruso, consulente di Tecnocasa, e Romano Turri, presidente del Collegio dei Geometri e Geometri laureati di Verona (nella foto di apertura).
A sostenere il mercato è innanzitutto uno squilibrio evidente tra domanda e offerta. Gli immobili disponibili, soprattutto in alcune zone strategiche come il centro storico e le aree più richieste della provincia, non riescono a soddisfare pienamente le richieste. Questo fenomeno spiega l’aumento dei prezzi di vendita e dei canoni di locazione registrato negli ultimi anni, un aumento che a Verona appare più marcato rispetto ad altri contesti urbani.
La diversità territoriale della provincia rappresenta un ulteriore punto di forza. Dal Lago di Garda, sempre più orientato verso una clientela internazionale, alle aree dell’est veronese in forte espansione grazie alle nuove costruzioni, fino ai comuni della cintura urbana scelti da chi cerca spazi più ampi e una migliore qualità della vita, il mercato offre soluzioni differenti per esigenze diverse. Questo contribuisce a rendere il sistema resiliente, capace di adattarsi anche a contesti macroeconomici più complessi.

Se l’immobiliare corre, l’edilizia non resta a guardare. Dopo la fine della spinta straordinaria dei bonus fiscali, e in particolare del Superbonus, il settore delle costruzioni non ha subito quel crollo verticale che molti temevano. Al contrario, la fase attuale sembra caratterizzata da una transizione: meno interventi drogati dagli incentivi, più attenzione alla ristrutturazione, alla riqualificazione energetica e al recupero dell’esistente. Una direzione che va incontro sia alle esigenze del mercato sia alle indicazioni normative europee sul consumo di suolo e sulla sostenibilità.
Resta però un nodo centrale: la necessità di certezze. Imprese, professionisti e cittadini chiedono regole stabili, incentivi chiari e programmabili, capaci di accompagnare il settore senza generare distorsioni o speculazioni. La qualità dell’abitare, oggi, ha un costo più alto, ma è anche il risultato di standard costruttivi più elevati, materiali migliori, maggiore attenzione al risparmio energetico e al benessere delle persone. Se l’aumento dei costi è legato a questi fattori, il mercato può assorbirlo; se invece è frutto di instabilità normativa, diventa un freno allo sviluppo.

Un altro elemento che emerge con forza è la centralità delle competenze. Che si tratti di agenti immobiliari, geometri, progettisti o imprese di costruzione, il settore richiede oggi preparazione, aggiornamento continuo ed etica professionale. L’immobile non è un bene qualsiasi: per la maggior parte delle persone rappresenta l’investimento economico più importante della vita. La correttezza nella filiera, dalla progettazione alla vendita, diventa quindi un fattore economico oltre che sociale.
In questo contesto, la sfida delle nuove generazioni è decisiva. L’edilizia e l’immobiliare hanno bisogno di manodopera qualificata, tecnici, professionisti capaci di coniugare tradizione e innovazione. Le opportunità di lavoro non mancano, ma serve rendere il settore attrattivo, raccontandone l’evoluzione tecnologica, le possibilità di crescita e la stabilità occupazionale che può offrire.
Verona, oggi, si trova in una posizione privilegiata: un mercato attivo, una filiera ancora forte, una domanda reale e diffusa. La vera sfida per il futuro non è mantenere artificialmente la crescita, ma governarla. Con politiche equilibrate, investimenti mirati e una visione di lungo periodo, immobiliare ed edilizia possono continuare a essere uno dei motori principali dell’economia scaligera.
Ricevi Verona Economia 7! 👇
👉 VUOI RICEVERE IL SETTIMANALE ECONOMICO MULTIMEDIALE DI VERONA NETWORK?
👉 ARRIVA IL SABATO, È GRATUITO!
PER RICEVERLO VIA EMAIL
In Evidenza
Confcooperative, accordo con Assimoco e CIBA Brokers per rafforzare il sistema cooperativo

“Serve una visione condivisa”: CGIL, CISL e UIL intervengono dopo l’incontro di Verona 2040

Banco BPM, il CdA approva all’unanimità la lista per il rinnovo 2026-2028

Sanità privata e Rsa, in Veneto oltre 10mila lavoratori verso lo sciopero del 17 aprile

Riapre la storica sede di Lungadige Cangrande: a Borgo Trento arriva il Polo veronese di Generali

CNA: oltre 20 semplificazioni per le imprese, miliardi di risparmi e meno burocrazia

Crisi nello Stretto di Hormuz, petrolio verso i 100 dollari: rischio per mercati e imprese italiane

Btp Valore marzo 2026: tassi fino al 3,50% e premio 0,8%

Immobiliare, a Verona +12,9% sulle compravendite nei primi nove mesi 2025





