Vitevis celebra dieci anni di storia e guarda al futuro. Intanto l’export sale: +13%
di Matteo ScolariDieci anni di storia, radici profonde e uno sguardo rivolto al futuro. L’assemblea dei soci di Cantine Vitevis ha celebrato un decennio di crescita, coesione e investimenti strategici, confermando il ruolo della cooperativa come realtà di riferimento nel panorama vitivinicolo veneto e nazionale.
Nata nel 2015 dall’unione di Cantina Colli Vicentini, Cantina di Gambellara e Cantina Val Leogra – cui si è aggiunta nel 2019 la Cantina di Castelnuovo del Garda – Vitevis conta oggi oltre 950 soci viticoltori, 2.700 ettari di vigneto e 107 dipendenti. Nell’annata 2024/25 il fatturato ha raggiunto 69,6 milioni di euro, con un incremento del +13% dell’export, risultato che conferma la solidità della cooperativa in un mercato globale influenzato da conflitti, dazi e variazioni nei consumi.

L’assemblea, svoltasi il 26 novembre al Palazzetto dello sport di Montebello Vicentino, ha messo in luce un percorso che poggia su 45mila tonnellate di uva conferite ogni anno e che oggi si esprime attraverso una strategia basata su innovazione, efficienza e sostenibilità, pilastri del secondo Bilancio di Sostenibilità, presentato proprio in questa occasione.

«Questi nostri primi dieci anni sono figli di visione, impegno, comunità. Nel celebrarli onoriamo il lavoro collettivo e la fiducia dei soci, linfa di una realtà ormai radicata nel panorama vitivinicolo veneto e nazionale. Continueremo a innovare sulle radici della tradizione, guardando al domani tramite la lente della sostenibilità ambientale, economica e sociale», ha affermato Silvano Nicolato, presidente di Vitevis. «Lo dimostra anche la nostra Vitevis Academy, il progetto che alimenta competenze e visione tra i soci più giovani».

Nonostante un lieve calo del fatturato totale dovuto alla flessione dei consumi, Vitevis ha confermato stabilità nella remunerazione ai soci, mentre i vini imbottigliati hanno registrato un valore di 43,3 milioni di euro (+19% sul 2023/24), con un aumento del +6,7% delle bottiglie prodotte. L’Italia resta il principale mercato (38,8 milioni), mentre all’estero i principali sbocchi restano Regno Unito, Germania e Stati Uniti.
Il 2025 segna inoltre un traguardo significativo per la cooperativa: il 100% dell’energia elettrica acquistata proviene da fonti rinnovabili. Tutti i siti produttivi sono dotati di impianti fotovoltaici che generano energia pulita, riducendo sensibilmente il prelievo dalla rete. A questo si aggiunge una rete di 19 stazioni meteo installate nei vigneti, collegate alla piattaforma Sencrop: uno strumento che permette alert personalizzati su umidità, irraggiamento, stress idrico e rischio di malattie, migliorando la gestione agronomica in un contesto segnato dal cambiamento climatico.
Sul fronte produttivo, è imminente l’avvio del revamping della linea di imbottigliamento di Montecchio Maggiore. Un progetto strategico, come illustrato dal direttore generale Gianfranco Gambesi, che «migliorerà l’efficienza produttiva di oltre il 25% a parità di risorse energetiche e umane, garantirà tempi più rapidi, standard qualitativi più elevati e un controllo puntuale di ogni bottiglia». In parallelo, è prevista la riqualificazione dell’area accoglienza della Cantina di Castelnuovo, con nuovi spazi destinati a eventi, degustazioni e attività corporate.

Importanti anche i risultati in termini di economia circolare: nel 2024/25 i rifiuti indifferenziati da imballaggi misti sono diminuiti del -21,6%, superando nettamente l’obiettivo del -10% fissato dal primo Bilancio di Sostenibilità. Sul fronte del capitale umano, Vitevis sta implementando un programma ispirato al Lean Thinking e alla filosofia Kaizen, per diffondere una cultura dell’efficienza e della responsabilità condivisa, coinvolgendo progressivamente reparti produttivi e responsabili d’area.
Guardando al 2026, il Bilancio di Sostenibilità prevede l’introduzione di DSS (Decision Support Systems) per ottimizzare i trattamenti fitosanitari e lo studio di mappe tematiche per vitigni consigliati sulla base di indici bioclimatici e unità vocazionali.

«Il nostro impegno parte dalle vigne per ridurre l’impronta ambientale e promuovere un modello sempre più efficiente e rispettoso delle risorse», conclude Nicolato.
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