Al Catullo lavori in tempo per le Olimpiadi: ma i piani di sviluppo guardano oltre
di Alessandro BonfanteI lavori al Catullo stanno entrando nella fase decisiva, con il progetto Romeo che ridisegna l’esperienza di viaggio e rilancia l’ambizione dello scalo veronese nel sistema aeroportuale del Nord Italia. Mentre il cantiere si avvia alla conclusione, a margine della conferenza stampa per i 10 anni di Volotea a Verona, i vertici di Catullo Spa e del Gruppo Save delineano prospettive e priorità per consolidare la crescita dei passeggeri e rafforzare la competitività internazionale di Verona.
L’amministratrice delegata di Catullo Spa, Alessandra Bonetti, ha infatti confermato che il cantiere sta arrivando alla sua fase finale e assicura che il nuovo volto dell’aeroporto sarà visibile già durante le festività natalizie. Un passo decisivo in vista delle Olimpiadi, con un terminal rinnovato e una galleria commerciale completamente riprogettata.
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Nel servizio le interviste all’AD di Catullo Spa Alessandra Bonetti e al direttore Sviluppo Aviation del Gruppo Save Camillo Bozzolo.
«Il biglietto da visita dello straniero che arriva a Verona è l’aeroporto. C’è ancora il cantiere che deve terminare, ma siamo proprio nelle fasi finali e i lavori si stanno concentrando all’esterno. Entro la fine dell’anno pianifichiamo quindi di chiudere il cantiere, ci saranno poi altre piccole rifiniture, ma per le Olimpiadi saremo pronti. Già per le festività di Natale vedrete un aeroporto completamente in opera e finito, con la galleria commerciale completamente rinnovata rispetto al passato» ha dichiarato Bonetti.
Sul fronte dello sviluppo del traffico aereo interviene Camillo Bozzolo, direttore Sviluppo Aviation del Gruppo Save, che traccia la strategia per riportare Verona al centro della sua catchment area. Crescita dei vettori, qualità dell’offerta turistica e migliore connettività territoriale: elementi essenziali per attrarre passeggeri e sostenere lo sviluppo dello scalo. «L’aeroporto di Verona deve ricatturare la sua catchment area. Ci sono quattro punti per portare avanti questa crescita: in primis ci deve essere un terminal che sia all’altezza, e il progetto Romeo risponde a quella domanda; ci devono poi essere i vettori, i voli e la capacità per portare i passeggeri a destinazione. Verona sta crescendo al di sopra della media nazionale, è l’aeroporto del gruppo Save che cresce più di tutti, per cui la capacità c’è».
Specifica Bozzolo: «Quello che ci serve ancora è continuare a lavorare insieme, abbiamo bisogno della connettività con il territorio, e in città abbiamo bisogno di strutture ricettive che rispondano anche a una tipologia di cliente più di qualità. Verona è una delle città più visitate nel nostro territorio, però abbiamo bisogno anche di quelle catene internazionali che trainano una tipologia di passeggero che è alto-spendente».
Per una migliore connettività, i trasporti da e per l’aeroporto giocano un ruolo chiave. «È fondamentale dotarsi di collegamenti via gomma più fluidi che permettano ai passeggeri di spostarsi agevolmente. Il lago di Garda è un esempio virtuoso di connettività per gli alberghi».
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