Sanità, Nursing Up: «115 Pronto Soccorso chiusi in 12 anni, personale allo stremo»
di Matteo ScolariLa sanità pubblica italiana vive una crisi profonda e strutturale, con fratture territoriali evidenti e personale sanitario ormai al limite. A denunciarlo con forza è il sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie Nursing Up, attraverso le parole del presidente nazionale Antonio De Palma, che commenta i dati emersi dal rendiconto della Corte dei Conti (giugno 2024).
«Il quadro è devastante: livelli essenziali di assistenza non garantiti in larga parte del Sud, infermieri che fuggono dalla sanità pubblica e Regioni un tempo virtuose che oggi crollano sotto il peso dei costi e dell’inefficienza. La verità è che in Italia la sanità è in crisi sistemica e il personale sanitario è lasciato solo a reggere le macerie di un sistema che arretra», sottolinea De Palma.
Dal 2012 a oggi, secondo i dati dell’Università Cattolica, sono stati chiusi 115 Pronto Soccorso in tutta Italia. «Sono numeri impressionanti. In alcune Regioni si chiude, in altre si resiste, ma a prezzo di un sovraccarico inaccettabile. In Campania, per esempio, la pressione resta costante e drammatica: lunghe liste d’attesa, violenze quotidiane sui professionisti, burnout crescente», aggiunge.

La Corte dei Conti evidenzia come solo 13 Regioni italiane raggiungano la sufficienza nei livelli essenziali di assistenza, mentre altre – come Abruzzo, Molise, Calabria, Sicilia e Basilicata – mostrano forti criticità o sono in Piano di rientro. «Questo significa cittadini di serie A e cittadini di serie B. E dietro le disuguaglianze c’è un personale sanitario esausto e sotto organico, che combatte ogni giorno senza strumenti», accusa il presidente del Nursing Up.
Il problema più grave resta la carenza di infermieri, diventata ormai strutturale. «I contratti rinnovati e le indennità speciali non bastano più a trattenere chi ha deciso di abbandonare questa professione», prosegue De Palma. «La carenza ostacola l’attuazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, cardini della riforma territoriale del PNRR».
Emblematico il caso della Liguria, una Regione che ha contenuto il debito ma non i danni della crisi sanitaria: «Dal 1° gennaio 2024 al 1° gennaio 2025 ha perso 211 infermieri, mentre le fughe per curarsi altrove sono aumentate del 7% in un solo anno. La mobilità passiva è costata 74 milioni di euro. Una Regione che un tempo era modello, oggi è il simbolo del collasso», denuncia De Palma.
«Questo non è più un allarme, è una drammatica sentenza: se non si investe subito nel personale, se non si ridanno dignità e prospettive agli infermieri italiani, il sistema pubblico non potrà reggere. Serve un piano straordinario per il reclutamento, servono politiche serie di valorizzazione. Le parole non bastano più», conclude il presidente del Nursing Up.
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