Carbone (Agenzia delle Entrate): «Con i commercialisti un dialogo costruttivo»
di Matteo ScolariIn occasione del convegno “Il rapporto tra Fisco e settore Agricolo” svoltosi a Vinitaly, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha parlato dell’importanza strategica dell’agricoltura per il sistema Paese e del rapporto tra fisco e imprese. Lo abbiamo intervistato.
Direttore, l’Agenzia delle Entrate è presente oggi a un evento che parla di agricoltura e fiscalità. Che valore ha questo confronto in un momento come questo?
È un tema di grandissima attualità. L’agricoltura è un comparto fondamentale per il nostro Made in Italy e, come tale, merita tutta l’attenzione possibile, anche da parte dell’amministrazione finanziaria. La nostra presenza qui non è casuale: vogliamo dare il nostro contributo nell’attività di interpretazione delle norme, ma anche nell’obiettivo di renderle più comprensibili, più accessibili e più funzionali per le imprese del settore. Il fisco deve accompagnare l’agricoltura, non ostacolarla.

Uno degli aspetti messi in luce è il rapporto tra l’Agenzia e i professionisti, in particolare l’Ordine dei Dottori Commercialisti. A che punto è questo dialogo?
Posso dire con certezza che il rapporto tra l’Agenzia delle Entrate e l’Ordine dei Commercialisti è molto buono. Abbiamo una collaborazione continua e costante, un dialogo vero. I commercialisti, in fondo, sono i nostri “colleghi dall’altra parte del tavolo”: lavoriamo entrambi per far sì che il sistema fiscale funzioni, ognuno nel proprio ruolo. Questa sinergia è fondamentale per migliorare l’efficacia delle norme e soprattutto per dare supporto concreto alle imprese e ai cittadini.
In queste settimane si parla molto di mercati instabili, dazi, tensioni geopolitiche. Cosa si sente di dire agli imprenditori e ai risparmiatori italiani?
Premetto che il tema dei dazi non rientra direttamente nelle competenze dell’Agenzia, ma è chiaro che siamo tutti coinvolti, perché quando ci sono instabilità internazionali i riflessi si vedono ovunque, anche sui mercati finanziari. Capisco le preoccupazioni di chi investe e lavora, ma credo che sia importante avere fiducia. Sono convinto che si troverà una soluzione, utile non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa e per gli Stati Uniti. Alla fine siamo paesi alleati, e una via di uscita ragionevole verrà sicuramente trovata.
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