Contratti pirata, Confcommercio Verona: «Stretta del Cnel passo decisivo contro il dumping»
di Matteo ScolariLa stretta sui contratti collettivi non rappresentativi segna un passaggio delicato per il mercato del lavoro, con ricadute dirette anche sul tessuto economico veronese, in particolare nei comparti del terziario e del turismo. Confcommercio Verona accoglie con favore l’avvio del processo di riorganizzazione dell’archivio nazionale dei contratti collettivi promosso dal Cnel, considerandolo un intervento decisivo per contrastare il fenomeno del dumping contrattuale e rafforzare la qualità della contrattazione.
L’operazione ha portato a una significativa razionalizzazione: su oltre 1.000 contratti depositati, sono stati individuati circa 150 contratti effettivamente applicati, escludendo più di 800 contratti marginali. Un passaggio che consente di distinguere con maggiore chiarezza i contratti realmente rappresentativi, contribuendo a ridurre le distorsioni competitive e a garantire maggiore trasparenza nel mercato del lavoro.
«Particolarmente rilevanti i dati per i settori del terziario, turismo e pubblici esercizi, dove il fenomeno dei cosiddetti contratti pirata ha assunto dimensioni significative», evidenzia il direttore generale di Confcommercio Verona Nicola Dal Dosso. «Secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio, l’applicazione di questi contratti determina per i lavoratori una perdita media di circa 8.000 euro annui, con punte fino a 12.000 euro».

Alle minori retribuzioni si sommano ulteriori penalizzazioni sugli istituti contrattuali: tutele ridotte su straordinari, malattia e infortuni, meno ferie e permessi e minori contributi alla bilateralità e alla sanità integrativa. «Complessivamente, la perdita può arrivare fino a oltre 12.200 euro l’anno per lavoratore», sottolinea Dal Dosso.
Il confronto con i contratti sottoscritti da Confcommercio evidenzia un divario rilevante: a fronte di una retribuzione annua lorda media di 24.613 euro, i contratti non rappresentativi possono determinare livelli salariali inferiori anche di oltre 5.000 euro.
Nel solo comparto del terziario e turismo si contano a livello nazionale oltre 250 contratti collettivi, ma la gran parte dei lavoratori è tutelata da pochi accordi realmente rappresentativi, tra cui il Ccnl Terziario, Distribuzione e Servizi di Confcommercio, applicato a circa 2,5 milioni di addetti. Al contrario, più di 200 contratti “minori” coinvolgono circa 160.000 lavoratori e poco più di 21.000 imprese, delineando una frammentazione che rischia di alimentare concorrenza sleale.
La riorganizzazione del Cnel introduce inoltre strumenti operativi rilevanti, in particolare negli appalti pubblici, grazie alla mappatura dei contratti collegata ai codici Ateco e ai dati occupazionali, favorendo una corretta applicazione dei contratti collettivi di riferimento.
«Si tratta di un intervento di valore – sottolinea ancora Confcommercio Verona – che va nella direzione da tempo auspicata di garantire regole chiare, contrastare forme distorsive di concorrenza e tutelare sia le imprese corrette sia i lavoratori. La qualità della contrattazione deve tornare ad essere un elemento distintivo del sistema economico, in particolare nei settori del terziario e del turismo, strategici per il Paese».
L’associazione guarda ora ai prossimi passi, auspicando l’introduzione di strumenti di certificazione della rappresentatività, come un “bollino di qualità” dei contratti, e una piena applicazione di questi criteri nelle politiche pubbliche e negli affidamenti. L’obiettivo è rafforzare un mercato del lavoro più equo, trasparente e competitivo, a beneficio anche del sistema economico veronese.
Ricevi Verona Economia 7! 👇
👉 VUOI RICEVERE IL SETTIMANALE ECONOMICO MULTIMEDIALE DI VERONA NETWORK?
👉 ARRIVA IL SABATO, È GRATUITO!
PER RICEVERLO VIA EMAIL
In Evidenza
Parchi faunistici, Openature accelera: con Zoomarine nasce un polo con tre strutture

Contratti pirata, Confcommercio Verona: «Stretta del Cnel passo decisivo contro il dumping»

Shock petrolifero, mercati sotto stress: sale l’inflazione, ma niente panico recessione

Caro diesel, stangata sui professionisti della strada: in Veneto coinvolte oltre 29mila attività

Tra geopolitica e portafogli: il nuovo equilibrio tra banche, risparmi e investimenti

Geopolitica e filiere sotto stress: rincari e ritardi mettono sotto pressione le imprese tecnologiche

AI e imprese, a Verona il futuro è già presente: il 22 aprile l’EOS Future Summit 2026

Ex Ilva, Cioetto: «Segnale grave dal Senato, l’industria non può essere ignorata»

ITAS Mutua cresce nel 2025: volume d’affari a 1,5 miliardi e solvibilità al 261%




