Il mercato immobiliare del Veneto continua a crescere, ma con segnali di rallentamento
di RedazioneIl mercato immobiliare del Veneto continua a crescere nel terzo trimestre del 2024, seppur mostrando un rallentamento rispetto ai dati annuali. I prezzi di vendita salgono infatti del 2,4% in 3 mesi, a fronte di un incremento annuale dell’8,6%, mentre i canoni di affitto guadagnano l’1,9% tra luglio e settembre, dopo essere saliti nei 12 mesi dell’8,7%. Sono queste le principali evidenze tratte dall’Osservatorio trimestrale sul mercato residenziale veneto ad opera di Immobiliare.it Insights, la proptech company del gruppo di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, specializzata in analisi di mercato e data intelligence.
Comprare casa in regione costa oggi, in media, 2.306 euro/mq, mentre per affittarla sono richiesti mediamente 11,7 euro/mq.
Le principali evidenze di mercato
Guardando ai principali indicatori, nel comparto delle compravendite domanda e offerta si comportano nel trimestre rispettando la classica legge di mercato: l’interesse cresce infatti del 4,2%, a fronte di uno stock che invece cala del 4%. Guardando ai 12 mesi, però, l’offerta evidenzia un accumulo dell’1,6%.
Nel comparto degli affitti, ancora una volta la domanda sale nel trimestre (+3,8%), così come nell’anno (+5,8%), mentre l’offerta rimane pressoché stabile negli ultimi 3 mesi (-0,1%), presentando invece un solido incremento annuale (+6,4%).
I principali trend di vendita nei territori
Venezia è la città più cara in cui acquistare in regione, con i suoi 3.318 euro/mq di media (+1,8% nell’ultimo trimestre, +7% su base annua). Tuttavia, il territorio in assoluto più caro è la provincia di Belluno, attualmente a 4.215 euro/mq medi, in crescita del 15,1% tra luglio e settembre. La zona più economica è invece la provincia di Rovigo che, con un rialzo del 2,4% nel trimestre, supera di poco i 1.000 euro/mq. In generale, tutte le aree regionali seguono il trend di crescita dei prezzi, con il comune di Verona che fa segnare l’aumento più lieve, dell’1,1%.
Passando all’offerta di compravendite, quasi dappertutto viene rispettata la tendenza di decumulo nel trimestre, seppur con qualche eccezione. Si notano infatti incrementi dello stock nei comuni di Belluno (+34,9%) e Rovigo (+10,6%), così come in provincia di Rovigo (+2,1%) e Treviso (+2,9%). Rimane stabile, invece, la provincia di Vicenza.
Guardando alla domanda, anche in questo caso quasi ogni territorio si uniforma al trend di crescita regionale, ad esclusione del comune e della provincia di Rovigo, dove l’interesse scende rispettivamente del 14,8% e del 12,7%.
I principali trend delle locazioni nei territori
Come per le compravendite, Venezia si conferma la città più cara anche per affittare, con 14,3 euro/mq di media (+4,3% nel trimestre, +12,4% nell’anno). Tuttavia, la relativa provincia è il territorio più oneroso in assoluto, con 15,9 euro/mq (+4,2% in 3 mesi). La provincia di Rovigo è invece l’area più economica, con 7,5 euro/mq medi. Quasi ovunque i territori mostrano una crescita nel trimestre, e laddove si verificano delle contrazioni si osservano comunque variazioni prossime alla stabilità. L’unico decremento rilevante è quello del comune di Belluno, che perde il 5,1% in 3 mesi, abbassandosi a 8,5 euro/mq.
Per quanto concerne lo stock disponibile per l’affitto, gli accumuli sono maggiori dei decumuli nel trimestre, anche se qualche area cala addirittura in doppia cifra: si tratta del comune di Vicenza (-13,8%) e della provincia di Venezia (-10,5%). Anche l’interesse per l’affitto sale quasi dappertutto, in linea con l’andamento generale regionale. Le eccezioni si registrano in quattro territori, ovvero nei comuni di Venezia (-15,2%) e Verona (-3,5%), al pari delle province di Verona (-18%) e Vicenza (-6,4%).
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