Fumi, Intesa San Paolo: «Bisogna investire in progetti sostenibili»
di adminDario Fumi, direttore Area Imprese Verona di Banca Intesa San Paolo, è intervenuto ai nostri microfoni nel corso dell'ultima puntata della Settimana Veronese della Finanza per fare una panoramica sullo stato di salute della finanza italiana e scaligera.
Dario Fumi, direttore Area Imprese Verona di Banca Intesa San Paolo, è intervenuto ai nostri microfoni nel corso dell’ultima puntata della Settimana Veronese della Finanza per fare una panoramica sullo stato di salute della finanza italiana e scaligera.
Questo è un momento particolare per le aziende, tra rincari energetici e tassi d’interesse e altre questioni che incidono sulla vita di chi fa impresa. I nostri imprenditori come stanno vivendo questo periodo?
Per essere imprenditore devi essere coraggioso. Ci sono sfide tutti i giorni e i nostri imprenditori ogni giorno si trovano con criticità e situazioni da affrontare. Gli imprenditori del nostro territorio sono delle persone davvero speciali, e questo si riflette sui risultati che le azienda ottengono quotidianamente.
Entrando nel dettaglio, ora spaventano un po’ i tassi di interesse…
C’eravamo abituati a un lungo periodo di tassi innaturali: un’economia sana non ha tassi negativi, per cui questa situazione ci ha abituati a qualcosa che di naturale non aveva molto. L’impennata dei tassi dovuta al rincaro delle materie prime e all’inflazione importata ha provocato il meccasino che in maniera molto veloce ci ha portati a questa situazione. Nel mercato immobiliare c’è stato un calo di richieste di mutui, le rate si sono alzate in maniera significativa. Per le imprese, invece, il discorso è diverso: molti imprenditori stanno infatti utilizzando le proprie disponibilità e sono consapevoli che bisogna continuare a investire ed essere pronti a quel cambiamento che il mercato comporta.
L’osservatorio della CGIA di Mestre ha rilevato che, secondo i dati relativi al periodo agosto 2022-2023, ci sarebbero impieghi bancari vivi diminuiti del 7,7% rispetto allo scorso anno. Come si spiega questa minore erogazione degli istituti bancari nei confronti sia di famiglie che di imprese?
Come dicevo prima, le famiglie subiscono gli effetti del mercato immobiliare e non hanno quindi la stessa propensione di prima ad acquistare immobili. La nostra banca non ha mai fermato il credito, anzi, ha sempre cercato di trovare delle soluzioni per venire incontro ai clienti e alle loro esigenze, dando loro degli strumenti che consentissero facilmente l’accesso al credito. Per quanto riguarda le imprese, d’altro canto, ci concentriamo molto sui mercati esteri per mantenere alta la competitività delle nostre realtà. In questo momento stiamo soffrendo per la crisi del mercato tedesco, nostro primo mercato. Le imprese devono continuare a investire in progetti sostenibili, certificazioni, brevetti e anche autoproduzione di energia elettrica. Questo è un aspetto molto importante, e le aziende che si muovono in questa direzione hanno aumentato fatturato e marginalità.
Guarda l’intervista a Dario Fumi
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