Cantina di Soave. Un bilancio 2018-2019, con fatturato di 136 ml di euro, 74 mln, distribuiti ai soci, e creazione di valore per il territorio.
di adminMa, lusinghieri sono tali risultati pure per i 2300 soci, che hanno visto liquidato il conferimento delle uve, dalla Cantina, rigorosamente selezionato, con oltre 74 mln di euro, fattore, che signfica una redditività media record, per ettaro, di 13.500 euro. Il fatturato di 136 mln è dato da un 65% di vendite di vino in Italia ed da un 35% in sede internazionale, con aumenti di vendite del 6%, in Europa, e in Canada, di un +71% ed un +154% in Giappone. Riconfermato l’equilibrio tra vendite d’imbottigliato e sfuso, rispettivamente del 42% e del 58% del fatturato. Elemento, questo, molto importante, in quanto permette di meglio salvaguardare i prezzi medi dalle oscillazioni di mercato. Buona è la ripartizione tra vendite a marchio e le private labels, rispettivamente del 46% e del 54%, essendo alla base di una relativa stabilità delle quotazioni, con, tuttavia, prevalente discesa. In merito, va ricordato che i prodotti a marchio – nel caso: Cadis, Maximilian, Rocca Sveva e Settecento33 – creano maggiore remunerazione e che le private labels hanno grande forza commerciale, garantendo importanti quote di mercato. Il patrimonio della Cantina supera i 65 mln di euro, a fronte d’un cash flow operativo di 9,5 mln ed un utile d’esercizio di 1,9 milioni di euro. A 25,4 mln, la disponibilità liquida, nonostante investimenti, nel corso dell’esercizio, di 18 mln. Da notare che l’impiego, da parte di Cantina Soave, per il personale, ammonta da 11 mln di euro annui e che il grande complesso della sua attività, anche fuori Soave, costituisce significativo e incisivo contributo all’economia del territorio, con creazione di occupazione e di ricchezza. Presidente Soriolo:”I risultati, in esame, sono frutto di costante e pensato impegno, anche investendo nell’ammodernamento dei centri di conferimento e delle sedi produttive, provvedendo a nuove strutture, fra le quali, la più recente, l’ampliamento della sede principale di Viale della Vittoria, con una struttura efficiente, moderna e proiettata nel futuro”. Direttore generale Trentini: ”Determinante la definizione d’una strategia generale focalizzata sulla valorizzazione delle nostre denominazioni ed una decisa politica commerciale, per i brand aziendali. Strategia e politica commerciali che mirano a dare valore alle dominazioni ed al territorio, e che hanno portato alle incorporazioni di Cazzano di Tramigna, Illasi e Montecchia di Crosara, consentendo l’allargamento degli orizzonti territoriali e di ampliare la gamma. Un insieme complesso di fattori, che, in percorso di crescita, sono garanzia di sicurezza, per i soci, che godono di una struttura solida, sulla quale fare affidamento, come dimostra una remunerazione delle uve, ben al di sopra del valore di mercato e dei competitors”. Per l’insieme delle motivazioni, basate sulla realtà, prestigio e considerazione di Cantina di Soave sono cresciuti enormemente, negli anni, tanto da essere punto di riferimento, nell’ampio panorama vitivinicolo nazionale ed internazionale, la cui economia è influenzata, in prima istanza, dai vari fattori, che compongono il quadro macro-economico, in cui essa opera, fra i quali, l’incremento o il decremento del Pil, il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, i tassi d’interesse, il prezzo dell’energia, il costo delle materie prime e il tasso di disoccupazione, in un quadro economico dell’Eurozona e dell’Italia, in, media debole. Comunque, Cantina di Soave ha ottenuto, nel 2018, il titolo di “Migliore Cantina italiana dell’anno”, dall’autorevole Concorso internazionale IWSC- International Wine and Spirit Competition, Londra.
Pierantonio Braggio
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