“L’amore materno, alle origini della pittura moderna, da Previati a Boccioni”. Mostra, a Verona, dal 7 dicembre 2018 al 10 marzo 2019, nella Galleria d’Arte Moderna ‘Achille Forti’.
di adminIl famoso artista-critico Vittore Grubicy, già attento sostenitore di Segantini, individuò nella tela di Previati il prototipo della pittura ideista. Il percorso espositivo, costruito attorno al grande dipinto, propone celebri capolavori, appunto, di Gaetano Previati, Medardo Rosso, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo e Umberto Boccioni, capaci di rappresentare, in maniera esemplare, l’intensa stagione culturale, che ha segnato il transito rivoluzionario della pittura italiana ottocentesca, nella direzione europea dell’arte moderna d’avanguardia.
Umberto Boccioni, in particolare, cercò un confronto diretto con Previati: la Maternità del Banco BPM costituisce uno dei cardini del suo percorso critico, come punto di riferimento, in quel puntiglioso programma di studio nella Storia dell’Arte, che, dopo molteplici ricerche, lo portarono al Futurismo. Grandi prestatori di opere, presenti in mostra sono i Musei Civici di Milano, le Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco, la Galleria d’Arte Moderna di Milano e il Mart di Rovereto, nonchè il Museo Segantini di Saint Moritz. La mostra, curata da Francesca Rossi e Aurora Scotti, dichiara, infatti, l’assessore alla Cultura del Comune diu Veriona, Francesca Briani, è testimonianza dell’importante e proficua collaborazione tra i Musei veronesi e i Musei Civici di Milano, il Mart di Rovereto e il Banco BPM. Inoltre, conferma l’impegno dell’Amministrazione a sostenere iniziative culturali che si contraddistinguono, per la rigorosa e puntuale attività di ricerca, dedicata alle collezioni artistiche cittadine. Una nuova mostra, dunque, ed una nuova proposta, atte ad offrire un aspetto dell’Arte, che merita d’essere più conosciuto ed apprezzato, non dimenticando che l’Arte stessa, questa volta pittorica, racconta idee, tendenze e tempi, essendo, storia e cultura. Pierantonio Braggio
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