Presidente Zaia incontra vertici ANCE Veneto: “Alleati sulla via della semplificazione per superare archeologia residenziale e aiutare la ripresa”
di adminIl presidente Salmistrari ha introdotto l’incontro rappresentando i temi più caldi per un comparto economico che ha incontrato anni di grande difficoltà, ma che resta fondamentale per lo sviluppo e la ripresa del paese. In particolare, il numero uno di Ance Veneto ha puntato l’indice sulla concorrenza che Regioni e Province a statuto autonomo confinanti rappresentano per il sistema regionale, in virtù di una legislazione e di una disponibilità di risorse diverse da quelle del Veneto. L’Ance regionale ha messo, inoltre, sotto la lente, le difficoltà create dalla burocrazia, dai lunghi processi decisionali, dalle discrasie tra diverse legislazioni urbanistiche, dalle procedure che impattano in maniera significativa sui tempi di avvio di gare e cantieri: In particolare, a subire il peso maggiore, sono le piccole e medie imprese del settore, che nella filiera rivestono il ruolo di subfornitrici: su di loro le difficoltà e le lentezze dei grandi cantieri hanno ricadute fortemente negative. Il ‘caso’ per eccellenza è il mega-cantiere del Mose, rispetto al quale Salmistrari ha chiesto alla Regione Veneto un “impegno politico forte”.
Dal canto suo, il presidente Zaia ha auspicato che le leggi messe in campo per lo sviluppo del settore, a cominciare dalle ripetute edizioni del Piano casa, possano rappresentare non solo un volano di ripresa per il settore, ma anche un fattore di superamento dell’”archeologia residenziale”, che caratterizza ampie porzioni di città e di paesi del Veneto: “Consentire, a determinate regole, possibilità di ampliamento e di riqualificazione edilizia e urbana significa rendere interessanti operazioni di rigenerazione di edifici e volumetrie di difficile se non impossibile collocamento sul mercato, senza consumare ulteriore suolo”.
Quanto agli ostacoli burocratici, il presidente della Regione non ha negato che permangano incrostazioni ed eccessi di norme: “Noi abbiamo perseguito la semplificazione per quanto è di competenza regionale – ha affermato – ma possiamo ben poco in materia di legislazione nazionale”. Concetto ribadito anche a proposito delle norme urbanistiche, rispetto alle quali Zaia ha ribadito che “bisogna riuscire a decodificare e semplificare, altrimenti si rischia di mummificare non solo i territori, ma un intero settore imprenditoriale”. “L’eccesso di norme e di regole non tutela – ha aggiunto Zaia – ma ingessa” .
Quanto al Mose Zaia ha ribadito l’opera è statale e non regionale: “Non si pensi – è tornato ad avvertire il presidente del Veneto – che la Regione sia il soggetto in grado garantire gli oneri di manutenzione del sistema, che oscillano tra gli 80 e i 100 milioni l’anno”.
Nel corso dell’incontro presidente e Ance hanno affrontato anche i temi legati alla formazione e alla sicurezza del lavoro, nonché al riordino delle Province: una riforma rimasta a metà, ha aggiunto Zaia, ignorando che un processo di riorganizzazione e mobilità “positiva” del personale potrebbe utilmente coadiuvare altri enti pubblici.
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