“Quando el sole va in catinora”… – Quando il sole è al tramonto…
di adminScrivere, come frutto di profonda ricerca, non è facile e lo è ancora meno quando i testi da porre in nero su bianco sono in dialetto, il quale, per essere steso bene, ha bisogno di mille attenzioni. Della cosa si occupa, da anni, Lucia Beltrame Menini, che ha posto in evidenza, nel corso di anni, con scritti diversi, persone, aspetti e fatti della sua terra, San Pietro di Morubio, Verona, nella Rivista padovana “Quatro Ciàcoe”. Si tratta di scritti che l’Autrice ha ritenuto opportuno di raccogliere nel nuovo volume, dal titolo “Quando el sole va in catinora”…, ufficialmente presentato, nella Sala Rossa della Provincia di Verona, il 19 gennaio 2018. In merito, il prof. Michele Cortelazzo dell’Università di Padova, segnala la fertilità creativa di questa scrittrice, che ci sta abituando ad opere, che parlano della sua gente e della sua terra d’origine, appunto, San Pietro di Morubio. Si legge, in altra parte, che anche in quest’ultimo libro, appare chiaro l’intento di Beltrame Menini di realizzare uno spaccato di memoria e di vitalità, che parli di persone e di luoghi legati alla sua infanzia. Ne risulta una galleria di ritratti, avvolti in quell’atmosfera, che profuma di pulito, d’antico e di umano. È la vita che scorre via con i suoi ritmi, le sue gioie, i suoi problemi. Dai racconti, che contengono le interviste alle “centenarie” di San Pietro, tornano in vita ricordi, tradizioni e usanze d’un tempo neppure troppo lontano, eppure, mutato così in fretta, sotto la sferza di una modernità, che non guarda in faccia nessuno e che pianifica tutto e tutti… L’opera è costituita da 251 pagine, delle quali, 29 dedicate ad un curato glossario, che permette di meglio comprendere molti vocaboli dialettali, contenuti nei testi, e che, in tal modo, riveste di rigore scientifico il lavoro. Il libro è uscito presso la Tipografia Arte Stampa s.n.c., Fratelli Corradin, Urbana, Padova, nel settembre 2017. Esso costituisce – assieme ad altri precedenti e, in particolare, all’opera “Ta-Pum – Lettere dal fronte”, 519 pp., del settembre 2014 – grande contributo alla migliore conoscenza di tradizioni, usanze e di storia locale e non, e, nel contempo, al mantenimento in vita di uno dei tanti, preziosi veneti dialetti, dalle molte, interessanti sfumature. Dialetti, che, appunto, attentamente riportati per iscritto, saranno testimonianza, per chi verrà dopo di noi, di come oggi parliamo e di come ci facciamo capire, mentre saranno, al tempo, importante fonte di ricerca e di studio.
Pierantonio Braggio
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