Città del Vaticano e filatelia. Un francobollo da 1.-€ ricorda il V centenario della Riforma luterana (1517-2017).
di adminLo scorso anno, Papa Francesco, in occasione del viaggio in Svezia, per la Commemorazione Congiunta cattolico-luterana della Riforma, ha espresso la sua gratitudine a Dio per l’opportunità di vivere quell’evento, così importante «con spirito rinnovato e nella consapevolezza che l’unità tra i cristiani è una priorità, perché riconosciamo che tra di noi è molto più quello che ci unisce, di quello che ci separa». «Luterani e cattolici hanno ferito l’unità visibile della Chiesa. Differenze teologiche sono state accompagnate da pregiudizi e conflitti e la religione è stata strumentalizzata per fini politici. La nostra comune fede in Gesù Cristo e il nostro battesimo esigono da noi una conversione quotidiana, grazie alla quale ripudiamo i dissensi e i conflitti storici che ostacolano il ministero della riconciliazione». «Siamo tutti ben consapevoli – affermerà in un’altra occasione – che il passato non può essere cambiato». «Tuttavia è possibile compiere una purificazione della memoria», senza il «rancore» che «deforma». Il francobollo emesso per l’occasione dall’Ufficio Filatelico ritrae in primo piano Gesù crocifisso sullo sfondo dorato e atemporale della città di Wittenberg. In atteggiamento di penitenza, inginocchiati rispettivamente a sinistra e destra della Croce, Martin Lutero sostiene la Bibbia, fonte e meta della sua dottrina, mentre Filippo Melantone, teologo e amico di Martin Lutero, uno dei maggiori protagonisti della riforma tiene in mano la Confessione di Augusta, Confessio Augustuana, la prima esposizione ufficiale dei principi del protestantesimo da lui redatta. Fino a qui, il testo ufficiale vaticano, che illustra, con saggezza, il motivo dell’emissione filatelica, sopra riprodotta e che ci fa pensare a quando, visitando, a Wittenberg, Germania, la Chiesa del Castello, ci sembrava di vedere il Dr. Martin Luther, augustinianus, magari accompagnato da Melantone, mentre stava affiggendo le sue novantacinque tesi alla porta del tempio citato… Un piacevole ricordo, che ci fa anche pensare alla grande fede, che i due amici dovevano custodire in se stessi, sia nello stendere le tesi – peraltro, redatte in stretta lingua latina, e, quindi, non destinate al popolo, ancorché nell’interesse spirituale dello stesso, ma all’attenzione degli studiosi – sia affiggendole, se poi, furono effettivamente affisse da Lutero stesso. Grande fede, dunque, quella, che traspare, con grande evidenza, anche dalla vignetta del francobollo, in tema, fede che si trasferisce vigorosamente nell’osservatore della stessa. Il pezzo, oggetto del nostro modesto intervento, è stato emesso il 23 novembre 2017, www.vaticanstate.va.
Pierantonio Braggio
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