“Il gusto della memoria – La cucina dei veronesi”. Un grande volume, curato dal ristoratore veronese Leopoldo Ramponi, in collaborazione con Stefano Cantiero e Tullio de Santa.
di adminLa copertina del volume, a colori, raffigura una grande, quasi sorridente “pissòta”, una specie di rustica focaccia, simbolo della povertà, ma, al tempo, anche della genuinità dell’antica alimentazione in terra scaligera: si preparavano i cibi con nulla di ricercato e “cón quél póco, che gh’éra…”! Il libro in parola, semplice nell’esposizione, ma, dall’alto contenuto, vuole essere un tributo alla ricchissima tipicità gastronomica scaligera, un viaggio, nella tradizione autentica, radicata nelle cucine delle famiglie veronesi, i cui tipici piatti sono stati gustati da decine di generazioni, grazie a ricette pervenute integre, fino ai nostri tempi. Esso, descritto il territorio, con le sue tipicità, suddivide lo stesso in aree – veronesi – del gusto, evidenziandone gli aspetti caratteristici, quali quelli del Lago di Garda, del Baldo-Lessinia e della Pianura veronese; richiama l’attenzione sugli eccellenti prodotti veronesi della terra e propone circa settanta ricette, illustranti, in dettaglio, le modalità di preparazione dei piatti, essendo state, tali ricette, sotto attento esame, da parte di qualificati esponenti della gastronomia veronese. Paolo Arena: Molto importante l’iniziativa di Ramponi, in un tempo, in cui l’alimentazione è e sarà sempre più industrializzata. Porre in luce ricette tradizionali, costituisce azione validissima anche in fatto di turismo, tenuto conto che il visitatore va alla ricerca anche di sapori locali. Sapori, che, per la loro preparazione, creano lavoro per numerose piccole e medie imprese, con risvolti positivi sull’economia e sul sociale. Ridare vita ad antiche ricette – ha affermato Claudio Valente – significa anche rafforzare le basi, per evitare l’abbandono della campagna per la città… I buoni piatti tradizionali, meticolosamente preparati e fatti gustare in loco, in ambiente adatto, romantico, animano il territorio e, non ultimo, creano lavoro… Leopoldo Ramponi, volgendo particolarmente l’attenzione alle antiche ricette: Esse attraggono, per realizzarle, occorre conoscerle, conoscerne la storia, e, prima ancora, di ciò, è necessario sapere scegliere i prodotti agroalimentari da lavorare e la loro stagionalità. Non deve mancare, quindi, la cultura… C’è patata e patata… Non solo: al cliente, il capo-sala deve sapere spiegare storia e contenuti della ricetta e del piatto, che sta sottoponendo, pure nella perfetta lingua straniera del caso, visto che il visitatore ama sempre più approfondire e sapere.., per meglio gustare… Un’ulteriore notizia, non da poco: il volume “Il gusto della memoria – La cucina dei veronesi”, avrà pure una sua edizione in lingua inglese…
Pierantonio Braggio
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