L’acquisto di Bot di Mario Draghi continuerà sino a fine settembre 2018 e, se occorrerà, anche oltre
di adminIl 26 ottobre 2017, la Banca Centrale Europea, in seguito al fatto che il minimo d’inflazione del 2% – indice di una positiva evoluzione economica – non è stato ancora raggiunto in tutta l’Unione Europea, ha lasciato invariato il tasso di riferimento – in passato, tasso di sconto – ossia, il tasso in base al quale – 0.00% – la BCE concede credito (rifinanziamento) alle Banche dell’Eurosistema. Questo, per favorire l’economia in generale, che, pure in miglioramento, va ancora sostenuta con liquidità a buon mercato. Inoltre, sempre per creare liquidità a prezzo minimo, che, in pratica, dovrebbe favorire gli investimenti, atti, fra l’altro, a creare occupazione, la Banca Centrale Europea continuerà ad acquistare Bot (anche esteri, ma pur sempre europei, e privati dell’Eurozona) nella quantità di 60 miliardi mensili, sino a tutto il 2017, e nella quantità di 30 miliardi al mese, a partire dal 2018, sino a fine settenbre dello stesso anno. Tale azione continuerà anche oltre tale ultima data, in caso di eventi finanziari difficili o ove la BCE constatasse che il raggiungimento del citato 2% stentasse ancora a realizzarsi. La prospettiva della continuazione del QE, o allentamento monetario, è positivissima per l’Italia, ma, l’Italia deve tenere presente, con altre volte detto, che i provvidenziali acquisti di Mario Draghi, sempre più spesso contestati, da chi è contrario al tasso zero, non potranno avere durata eterna. Essi sono considerati, infatti, non convenzionali, ossia, interventi monetari, non di usuale, non di normale applicazione, in quanto non è creando inflazione, che si sistemano le economie, ma con l’eliminazione degli ostacoli, che le frenano o con riforme adatte e da sempre suggerite. E si sa di quali riforme abbiamo bisogno, specie per trovare soluzioni incisive al debito pubblico colossale, che costituisce un terribile, pesante, insopportabile ostacolo a quella crescita, che, unica, può portare lavoro e ricchezza. Riforme, che, raccomandate, peraltro, per tutti gli Europaesi – ricordano Mario Draghi e il vicepresidente della BCE, Vitor Constâncio – rafforzino la capacità di resistenza a fattori negativi, riducano la disoccupazione strutturale e aumentino la produttività e il potenziale di crescita. Certo, la BCE predica, raccomanda la realizzazione di riforme, onde modernizzare i Paesi, che ne abbisognano e per fare in modo che gli stessi non solo diano maggiore forza al loro sistema produttivo, ma possano anche fronteggiare la globalizzazione, con la sua pesante concorrenza. Riformare significa dare maggiore realizzazione anche alla democrazia, perché i risultati, che dalle riforme derivano, vanno a beneficio dei cittadini. Se non mettiamo mano alle stesse, alle riforme, l’impegno forte e studiato di Mario Draghi, avrà risultati provvisori, che, nel breve termine, potrebbero svanire.
Intanto, ringraziamo Mario Draghi.
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