VINI: NASCE IL PINOT GRIGIO DOC DELLE VENEZIE – ASSESSORE PAN, “NASCE LA 28a DOC DEL VENETO, AL VINITALY DI APRILE IL DEBUTTO UFFICIALE”
di adminCon la costituzione del Consorzio volontario di tutela vini Doc “delle Venezie”, associazione dei produttori e imbottigliatori trentini, veneti e friulani del Pinot Grigio, a partire dalla vendemmia 2017 le uve Pinot grigio raccolte in Veneto, Friuli e Trentino potranno essere quindi commercializzare unicamente con questa denominazione di origine. Di fatto il nord est di Italia diverrà il più importante bacino mondiale di Pinot grigio e il prodotto potrà avvalersi della protezione delle Doc storiche e della nuova Doc “della Venezie”.
"Nasce oggi la 28esima Doc del Veneto – ha commentato l’assessore Pan- Un anno fa non credevo di riuscire ad arrivare a questo risultato che porterà interessanti risvolti economici al territorio. Grazie a tutti coloro che si sono impegnati e hanno profuso sforzi, anche i funzionari del ministero. Al Vinitaly presenteremo ufficialmente la nuova Doc che in Veneto conta ben 13.400 ettari, equivalenti al 56% del totale nazionale".
Complessivamente i vigneti della nuova Doc valgono un potenziale produttivo di quasi 2 milioni di ettolitri (260 milioni di bottiglie) distribuito su oltre 24 mila ettari: 13.400 ettari appunto in Veneto, 8.000 in Friuli Venezia Giulia e quasi 3000 nella provincia di Trento. Il Pinot Grigio è la quarta varietà di uva coltivata in Italia con una crescita negli ultimi cinque anni pari al 144%.
Tutte le bottiglie di DOC “delle Venezie” Pinot grigio saranno poste al consumo con il contrassegno di Stato (fascetta), conformemente alle decisioni dei produttori trentini, friulani e veneti. “Una decisione importante per i produttori – ha sottolineato Pan – che consentirà di comunicare ai consumatori a livello mondiale il valore di un prodotto frutto di una solida tradizione e di una filiera di lavorazione complessa”.
“L’operazione portata a termine è un’esperienza unica nel suo genere – ha concluso – perché è la prima volta che territori tra loro diversi per storia, tradizione, e anche orientamento politico, trovano una sintesi nell’obiettivo comune di portare a casa un’opportunità per l’intero tessuto economico. Il consorzio di tutela sarà la casa dei produttori dove tutti potranno portare le proprie osservazioni e convinzioni. Insomma un laboratorio dove sperimentare strategie condivise tra tutti gli attori coinvolti”.
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