Al “Filarmonico”, Verona, “Pagliacci”, dal 22 gennaio 2017.
di adminL’opera, creata da Ruggero Leoncavallo (1857-1919), librettista e compositore, originariamente s’intitolava “Pagliaccio”. Essa s’ispira a un delitto realmente accaduto, nel 1865 a Montalto Uffugo, paesino calabrese, dove Leoncavallo aveva vissuto da bambino, alcuni anni. Il titolo viene successivamente modificato in Pagliacci poiché il baritono Victor Maurel, primo interprete del personaggio di Tonio, temeva che il suo ruolo passasse in secondo piano, in favore di quello del tenore, Canio. La prima rappresentazione ha luogo al Milano il 21 maggio 1892, diretta dal giovane e ancora poco conosciutoArturo Toscanini, e ottiene subito un grande successo. Per Fondazione Arena, Verona, è il secondo importante titolo operistico – un prologo e due atti – della Stagione Artistica 2016-2017. Regia e scene portano la firma di Franco Zeffirelli, mentre i costumi sono di Raimonda Gaetani; il M° Valerio Galli dirige Orchestra, Coro e Cantanti. Per questa produzione, è impegnato il Coro di Voci bianche A.LI.VE, diretto da Paolo Facincani. Si tratta di un’opera verista dalle forti implicazioni metateatrali, calata sul finire dell’Ottocento nell’ambiente violento di una Calabria arretrata e periferica. Della partitura di Leoncavallo, Zeffirelli aggiorna la lettura in una più stretta contemporaneità e descrive così la scelta registica: «Questa produzione di Pagliacci mi è particolarmente cara e nacque dal mio desiderio di cercare una chiave di lettura contemporanea di quel capolavoro dell’Opera italiana dell’Ottocento… Ho scelto una periferia del Sud, con motorini, officine e degrado. Ho voluto tirare i Pagliacci ancora di più verso il presente: si dice che sia il capolavoro del Verismo. E sono d’accordo. Ma è anche qualcosa di più: è un’opera in cui si fondono miracolosamente verità e finzione, cronaca ed arte. E dunque è quasi un obbligo riportare all’oggi la cornice cronachistica, in cui si muove la vicenda. La gelosia e l’omicidio passionale di Canio sono cronaca di tutti i giorni, valgono sempre». E così dall’ambientazione come da libretto «la scena ha luogo in Calabria presso Montalto, il giorno della festa di Mezzagosto, fra il 1865 e il 1870», il grande regista traspone la vicenda agli anni Sessanta/Settanta del secolo scorso ma non per attualizzarla, ma per eseguirla nell’ambiente moderno e quasi contemporaneo che Leoncavallo aveva concepito. La prima rappresentazione avrà luogo il 22 gennaio 2017, mentre repliche, nel quadro del progetto “Ritorno al Teatro”, dedicato alla Scuola, si terranno martedì 24 e 31 gennaio e giovedì 26 gennaio e 2 febbraio, 045 596517 – fax 045 8013287 – biglietteria@arenadiverona.it – Call center: 045 8005151. Pierantonio Braggio
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