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Uno spumante senza “bisolfito”..

di admin
Il ‘Prosecco superiore NoSo’ permette d’assorbire tranquillamente un bicchiere, senza, poi, accusare torpore.

Bere vino, per un italiano, dovrebbe essere cosa di tutti giorni. Nella romantica Venezia d’un tempo, lo si beveva in Piazza San Marco, all’ombra dello straordinario campanile: non se ne chiedeva, quindi, un bicchiere, ma, un’ombra, che era pure un bicchiere, come, del resto, accade anche oggi, in tanta parte del Veneto. Bere vino in quantità sarebbe cosa ottima per la vitivinicoltura, ma, giustamente, se è saggio contenersi, per non avere problemi di salute e di guida, è pure opportuno farlo, per evitare il torpore, che talvolta si prova, dopo un bicchiere, torpore, non tanto dovuto all’alcool, che pure fa indubbiamente il suo effetto, ma, al bisolfito normalmente aggiunto al vino, per la sua conservazione. Ad evitare tale non piacevole situazione – ‘n bòn vin, ‘n bòn bicér: gòde la sèrva e ànca ‘l cavaliér! – è ora disponibile, finalmente, un ‘Prosecco superiore NoSo’, laddove NoSo, significa “senza bisolfito”. Una bella, indovinata innovazione, lodevole, che permetterà di bere un bicchiere, un bicchiere in più, e che ci auguriamo possa prendere piede e radicarsi definitivamente, a favore d’un maggiore consumo del gustoso succo d’uva. Spiega, in materia, l’Azienda Vinicola Bisol, Valdobbiadene: ‘Private NoSo’ è un Prosecco Superiore DOCG, unico e raro, quale risultato di oltre un decennio di ricerca… Uno spumante, dunque, senza aggiunta di solfiti, nato per incontrare le esigenze del consumatore più sensibile. NoSO è espressione del vitigno Glera, dagli acini d’oro, che, assieme ai vitigni Relio, Garnei e Cartizze, ha dato vita alla collezione Private… In questo percorso ho voluto esaltare le peculiarità del vitigno Glera. Attraverso una costante ricerca e l’attenzione per il nostro territorio, ho selezionato quattro straordinari approcci, che rivelano le incredibili sfumature del Glera, dove, ancor oggi, i vigneti scoscesi vengono lavorati a mano, per oltre 1000 ore annue l’ettaro“ – spiega Desiderio Bisol, direttore tecnico ed enologo. Lo scrigno puro e trasparente che racchiude questo spumante, conserva la cura e la passione del “fatto a mano” e la costante ricerca in vigneto dell’acino perfetto, che contraddistingue l’esperienza viticola plurisecolare della famiglia Bisol. “La delicata essenza, la fragranza e il fine perlage che dona questo Prosecco Superiore, creato esclusivamente in bottiglie numerate – afferma Gianluca Bisol, presidente di Bisol, viticoltori dal 1542 – lo rendono il simbolo impeccabile del nostro storico territorio”. Simbolo e realtà eccellenti, quindi, atti ad accompagnare le creazioni culinarie delle feste e perfetti anche per il brindisi più atteso… Ma, soprattutto, in grado di garantire una degustazione, libera da preoccupazioni, derivante da qualche “ombra” in più…
Pierantonio Braggio

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