Italia ed Eurasia a Verona, 20-21 ottobre 2016.
di adminIn data 17.10. 2016, con apposito articolo, “veronaeconomia.it” annunciò puntualmente il grande evento internazionale, ormai veronese e di massima importanza per l’economia e le relazioni fra popoli, “Forum Eurasiatico”, previsto a Verona, per i giorni 20 e 21 ottobre prossimi. Il “Forum” è stato presentato ufficialmente oggi, 18 ottobre, nella Sala Arazzi del Municipio di Verona, presenti il sindaco, Flavio Tosi, il presidente di Conoscere Eurasia e Consoli onorari, rappresentanti ufficiali in Italia di città o regioni industriali russe. Se il sindaco Tosi vede nel Forum grande motivo per nutrire speranza d’un allentamento delle tensioni fra Russia e Occidente, il presidente Fallico considera il Forum, del resto sempre più importante, come essenziale punto d’incontro per un dialogo, che deve continuare, per creare migliori rapporti commerciali e relazioni d’amicizia. Il Console onorario per la Regione di Lipetsk, Tambov e Voroneh, nonché presidente di Unimpresa – Associazione Imprenditori Italiani in Russia, Vittorio Torrembini, ha sottolineato come insistere nell’intessere e nel migliorare relazioni commerciali e culturali, si crei certamente il presupposto per superare positivamente le discrepanze politiche, nell’interesse dei popoli. A maggiore chiarimento, circa i contenuti del previsto, grande incontro veronese, riproduciamo il seguente, nuovo comunicato: “Forum” significa oltre sessanta relatori, più di seicento aziende, provenienti da 10 Paesi, personalità del mondo della finanza, dell’economia e della politica. Forum Eurasiatico: vertice economico giunto alla sua quinta edizione, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Fondazione Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Gazprombank, Region Group e Visa Handling Services. In primo piano, il focus sui rapporti economico-commerciali tra l’Italia, l’Europa e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (UEEA: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan), ma anche di aree limitrofe, come Cina, India, Corea del Sud e Azerbaigian. Saranno 8 le sessioni di lavoro, su cui si confronteranno top manager, imprenditori e amministratori: in primo piano l’economia e la finanza, nel contesto della crisi globale; i processi geopolitici; il mercato dell’energia, in prospettiva 2020, fino ai nuovi modelli di cooperazione economica; alle infrastrutture e all’agroindustria. Se la crisi geopolitica sta registrando uno dei momenti più difficili dai tempi della Guerra Fredda, nei rapporti commerciali tra l’UEEA e l’Italia, si allenta sensibilmente la morsa della crisi. Secondo le elaborazioni su base Istat della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, realizzate in collaborazione con l’Associazione Conoscere Eurasia, il bilancio dell’export made in Italy verso i Paesi dell’Unione nel primo semestre del 2016 ha infatti contenuto la caduta a poco meno dell’1%, (-30% l’import, a/a). È maggiore invece la perdita registrata nel Nord-Est (-4,1%), dove la crescita di cantieristica, prodotti di metallo, agricoltura, gomma e plastica non è bastata a controbilanciare la caduta della meccanica. Il Veneto, che assieme a Lombardia ed Emilia Romagna rappresenta il 61,6% delle esportazioni verso l’Unione, segna nel primo semestre di quest’anno un -3,3% (da 622 mld a 601 mln di euro), dovuto principalmente al calo alla voce ‘macchinari’ (-11,9%) controbilanciato con il balzo in avanti del ‘tessile’ (+14,2%) e dal ‘vetro, plastiche e pietre’. Tra le province, il trend negativo permane a Treviso (-20,3%) e a Verona (-17,3%), mentre tornano in terreno positivo Vicenza (+4,4%), Padova (+18,3%), Venezia (+10%), Rovigo (+31,1%) e Belluno (+4,2%). È al solito Vicenza la top exporter del Veneto, con un valore delle merci nei primi sei mesi di quest’anno di 170 mln di euro. A seguire, Treviso (120,7 mld di euro), Padova (115,1mln) che supera Verona (112,3 mln), e Venezia (49,4 mln). Complessivamente nel semestre si intravede quindi – sia in Veneto che nel resto del Paese – un segnale diverso rispetto a quello che ha distinto il crollo dell’ultimo biennio (-45% circa gli scambi UEEA-UE) e che nel 2015 ha fermato l’export italiano a 8,4 mld di euro (-22,7%), con gli scambi a 25mld di euro (-18%). Di questi, circa 2mld riguardano i flussi con il Veneto, che lo scorso anno ha fermato le proprie esportazioni a 1,3 mld di euro (-28,9%). Ancora Antonio Fallico: “I segnali che arrivano dal mercato sono incoraggianti malgrado le tensioni geopolitiche. Le aziende italiane, e quelle venete in particolare, non solo comprendono la strategicità dell’Unione Economica Eurasiatica, ma avvertono anche la necessità di un nuovo approccio nel business, che non è soltanto ‘export’ ma deve investire in forme innovative di cooperazione. Nel Veneto, sono molti i settori trainanti con ampi margini di crescita, dai macchinari al turismo, dal tessile alle pelli e all’alimentare”. Con il V Forum Eurasiatico, Verona acquisisce la veste di mediatore e di portatore innovativo di idee, che ci auguriamo ed auguriamo al Forum, possano realizzarsi, creando (e ristabilendo) un clima di collaborazione e di buone relazioni, che del resto, la città scaligera ha sempre avuto con Eurasia. Durante la presentazione ufficiale del Forum a Verona, è stato distribuito l’importante volume dal titolo Italia in Russia, che, in 94 fitte pagine, elenca e descrive Le imprese italiane al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, giugno 2016.
Pierantonio Braggio
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