Convegno europeo ad Isola della Scala sul tema “riso IPG”.
di adminAumentare la produzione europea di riso, per rispondere ai bisogni del mercato interno e alla domanda crescente dei Paesi, in via di sviluppo, Africa in testa. Questo, il messaggio del presidente dei risicoltori europei, Bertrand Mazel, intervenuto ieri, domenica 2 ottobre 2016, al convegno tenutosi ad Isola della Scala, in occasione della 50ª Fiera del Riso. La produzione di riso nel Vecchio Continente è pari a 3 milioni di tonnellate l’anno. Circa un milione sono quelle, invece, importate dall’estero. Per Mazel è, quindi, fondamentale far crescere la coltivazione risicola. Il Presidente europeo dei risicoltori segue la sua azienda in Camargue, nel sud della Francia, area di produzione di riso IGP, come quella di Isola della Scala e di altri comuni della Pianura veronese. All’incontro, è intervenuto anche Paolo Carrà, presidente dell’Ente Nazionale Risi, soggetto pubblico, deputato alla tutela della filiera risicola nello Stivale. Per Carrà un problema reale sono i dazi “zero”, concessi recentemente dall’Europa ad alcuni Paesi asiatici, che stanno creando difficoltà all’Italia, primo produttore di riso, fra gli Stati membri, con circa un milione di tonnellate importante, come cennato, l’anno. “Esportiamo il 70% della nostra produzione – ha spiegato Carrà – e anche varietà, che poi importiamo, a nostra volta, dai Paesi a dazi zero. Comprendo le ragioni d’aiutare le popolazioni locali di territori in difficoltà, favorendo le loro esportazioni verso l’Europa, ma in quegli Stati, le multinazionali stanno realizzando i propri impianti. Il rischio reale, che stiamo correndo è dunque quello di aiutare le multinazionali più che gli abitanti”. Carrà, sul fronte interno, ha poi aggiunto: “Sono vercellese, e Vercelli è stata storicamente la capitale del riso. Ma oggi il vero centro di promozione del riso di qualità è Isola della Scala”. Al convegno è intervenuta anche Elisabetta Gardini, della Commissione per l’ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare del Parlamento europeo. Parlamento che, secondo la Gardini “è l’istituzione d’Europa, che più combatte per le istanze dei territori dei singoli Stati”. Il problema è che nel Parlamento, spesso, i “Paesi del Mediterraneo, più interessati dalle produzioni agricole di qualità, possono finire facilmente in minoranza, rispetto agli altri Stati”. Per la Gardini, uno strumento importante è il regolamento sull’etichettatura, che contrasta l’uso di “simboli e colori, che possano trarre in inganno il consumatore, sulla provenienza dei prodotti”. Paolo De Castro, della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, è intervenuto con un videomessaggio, spingendo per una collaborazione e una cooperazione tra “i consorzi di produttori, soprattutto i più piccoli”, che, unendosi, potrebbero trovare “finanziamenti per la promozione, destinati dall’Europa”. Ad affrontare il tema delle strategie di branding e comunicazione dei prodotti tipici è stato Diego Begalli, professore ordinario del dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Verona. Begalli ha spiegato come la “gastronomia sia una spinta, per promuovere a livello internazionale il riso”. Il risotto dunque deve diventare un alimento “globale come lo sono oggi la paella e la pizza”. Begalli ha poi sottolineato, come il consumatore percepisca “l’IGP, come un elemento, che garantisce la qualità del prodotto, mentre l’Europa aveva creato questo marchio, attribuendogli un valore storico e geografico”. All’incontro sono intervenuti, inoltre, Ferdinando Sbizzera, veterinario e presidente del comitato tecnico-scientifico, organizzatore del convegno, insieme ad Ente Fiera, e Jordi Ciuraneta, già assessore all’agricoltura del parlamento Catalano e imprenditore agricolo. Ad aprire il convegno, il sindaco di Isola della Scala, Stefano Canazza, l’amministratore Unico di Ente Fiera, Luigi Mirandola, e Albino Pezzini, presidente di Aipo, partner-organizzatore dell’evento. Un convegno importante, che se ha dato indicazioni esatte sulle future esigenze globali dell’alimentazione, per le quali è doveroso trovare una positiva soluzione, con l’aumento della produzione, anche di riso, ha apportato pure considerazioni e riflessioni, in tema di commercializzazione, di export, import ed altro, che vanno tenute ben presenti, perché si riflettono, in modo positivo, anche sull’ampliamento di superfici da coltivazione, sempre maggiori, da destinare alla produzione del prezioso cereale e sulla garanzia di qualità del prodotto, diretto all’Europa e al mondo. Produrre riso, significa anche aprire le porte ad ulteriore occupazione e, quindi, a ricchezza.
Pierantonio Braggio
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