Nuova call-to-action

Insostituibile e molteplice l’opera dei sacerdoti diocesani (o parroci). Dobbiamo aiutarli.

di admin
Non ci soffermeremo a spiegare l’importante apporto dato dalle Parrocchie e dai relativi Pastori alla società, avendo trattato, molto modestamente, la cosa, su questo foglio, in un articolo precedente, al quale rimandiamo cortesemente l’Interessato.

Un grande “contributo” il loro, che va contraccambiato con un nostro “contributo”, con nostre offerte, diverse da tutte le altre, essendo le stesse espressamente destinate al sostentamento dei nostri preti diocesani. Dal più lontano al tuo. Si può donare, in nome proprio, in nome della propria famiglia o in nome d’un gruppo parrocchiale. Il tutto, attraverso Poste Italiane (conto corrente n. 57803009, intestato a: Istituto Centrale Sostentamento Clero – Erogazioni liberali, via Aurelia 796 – 00165 Roma) o attraverso banca (con carta di credito Cartasì, contattando il numero verde 800 825 000) o, ancora, attraverso le pagine Internet del sitowww.insiemeaisacerdoti.it). Molto semplice il bonifico bancario, intestando lo stesso a: Istituto Centrale Sostentamento Clero, munendolo della causale: ‘erogazioni liberali’ e appoggiandolo presso uno dei seguenti istituti di credito: Banca Popolare Etica, Roma, filiale di via Parigi, 17, IBAN: IT 15 V 05018 03200 000000161011; Intesa San Paolo, Roma, p.le Gregorio VII, 10, IBAN: IT 33 A 03069 03206 100000011384; Unicredit, Roma Ag. Corso C, IBAN: IT 50 I 02008 05154 000400277166; Banca Popolare di Milano, Roma, Sede, Ag. 251, IBAN: IT 09 C 05584 03200 000000044444; Monte dei Paschi di Siena, Roma, Via del Corso, 232, IBAN: IT 98 Q 01030 03200 000004555518; Banco di Sardegna, Roma Centro, IBAN: IT 80 Y 01015 03200 000000017000, e Banca Nazionale del Lavoro, Roma Bissolati, IBAN: IT 71 W 01005 03200 000000062600. A chiarimento, va segnalato che il citato Istituto Centrale Sostentamento Clero distribuisce equamente le offerte, che riceve, tra i circa 35 mila preti diocesani, assicurando loro, così, una remunerazione mensile decorosa: da 870 euro netti al mese, per un sacerdote appena ordinato, per giungere a 1.354 euro, per un vescovo, ai limiti della pensione. Le offerte sostengono anche circa 3 mila sacerdoti, ormai, anziani o malati, dopo una vita intera a servizio del Vangelo e del prossimo. Inoltre, parte delle offerte raggiunge anche 600 missionari nel Terzo mondo. Il citato ICSC, ovviamente, fa il possibile, ma, la verità è che l’impegno di un “Parroco” non è e non sarà mai riconosciuto abbastanza, se non dalla soddisfazione, che trae il Parroco stesso, d’essere stato e d’essere “vicino” al “prossimo”, e dalla diretta riconoscenza dei suoi parrocchiani, che vedono i lui non solo un’importante guida spirituale, ma anche quel saggio imprenditore ed amministratore unico, che sa sempre dare positive risposte alle esigenze materiali della Parrocchia.
A questo punto, va segnalata la differenza di destinazione fra le offerte a distanza e le offerte-obolo, raccolte durante le celebrazioni in chiesa, impiegate parzialmente, per garantire alle comunità più piccole gli stessi mezzi, di cui dispongono quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’, delineata dal Concilio Vaticano II. L’offerta-obolo ha, quindi, diversa la destinazione, nel senso che il Parroco può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria), per il suo sostentamento, pari a 7 centesimi al mese per abitante. Purtroppo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5.000 abitanti, ai parroci manca il necessario, per cui, sono d’aiuto alla quota capitaria le offerte menzionate e l’8 per mille. Ci si può chiedere, ora, perché parliamo di offerte, pur in presenza della donazione dell’8 per mille… Ecco: offerte e 8 per mille sono nati insieme, nel 1984, con l’applicazione degli accordi di revisione del Concordato. Se l’8 per mille non costa nulla ai fedeli, le offerte, invece, sono un passo ulteriore, nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più, ma, indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora, le offerte coprono circa il 3% del fabbisogno, per cui, per remunerare fin troppo modestamente i nostri sacerdoti, non resta che ricorrere all’8 per mille, dono importante, che indica una scelta consapevole di vita ecclesiale. Dal punto di vista fiscale, va ricordato, che le offerte di cui sopra sono “deducibili”, ossia, si possono dedurre dal reddito imponibile, nella dichiarazione dei redditi, fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno. Se a donare sono famiglie o gruppi parrocchiali, è importante che l’offerta sia a nome di una sola persona, ai fini della deducibilità. I dati suesposti si possono rilevare anche dalla Rivista citata “Sovvenire”, che, in ogni suo numero, propone notizie importanti ed interessanti, sui temi qui trattati e che si può ricevere o fare inviare ad altri, come omaggio, eseguendo, appunto, un’offerta, come sopra indicato. Ulteriori precisazioni si possono ottenere, contattando il numero verde 800 825 000.
Pierantonio Braggio

Condividi ora!