Mele a Verona.
di adminSiamo a settembre. Settembre 2016. Per le mele veronesi è il momento del raccolto. Le notizie che ci pervengono sono soddisfacenti, sia per quanto riguarda la qualità del prodotto, la sua quantità e il relativo consumo, che gode di un momento felice. Felice, perché contribuisce a creare un prezzo, che permette una giusta remunerazione dell’impegno annuale dell’agricoltore, nella sua terra e fra le sue piante da frutto, pur essendo favorevole al consumatore. In tal senso, ci piace proporre il relativo comunicato di Coldiretti, Verona, anche perché lo stesso trasmette al Lettore un insieme di considerazioni sulla “mela”, in altri testi non evidenziate. E’ iniziata la raccolta delle mele veronesi, in particolare Golden, e già si prospetta un’ottima annata sia per qualità che quantità. Il momento è peraltro favorevole, per i consumi di frutta e verdura in Italia che, secondo la Coldiretti, hanno raggiunto il massimo livello dell’ultimo quadriennio, con un aumento annuale medio di tre chili di frutta e verdura per persona. Coldiretti stima che. nel 2016, il consumo pro capite sfiorerà i 320 chili.
La produzione di mele veronesi prevista è di 220.515 tonnellate, + 8% rispetto al 2015. “La mela Golden – evidenzia Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona – non ha rivali da adesso a Natale. E’ ottima come qualità, come dolcezza e caratteristiche organolettiche. Il clima, infatti, ha favorito la maturazione delle mele, con caldo di giorno e fresco di notte. La qualità e il sapore dei frutti, grazie all’escursione termica, è molto elevata. Dobbiamo però promuovere la mela, affinché venga sempre più consumata, consentendo, in tal modo, un’adeguata remunerazione ai produttori. Come associazione di categoria, ci stiamo attivando per creare una filiera virtuosa, tramite commercianti e chi si occupa di trasformazione, sensibili a questa problematica”. “Stiamo cercando – prosegue Valente – di mettere in pratica azioni per la giusta remunerazione, che tenga conto dei costi di produzione. Ci riusciremo, anche grazie all’aiuto delle Istituzioni, soprattutto se interverranno, nel far rispettare la legge, che “obbliga” la grande distribuzione organizzata a vendere prodotti locali, con corner dedicati. Tra l’altro, proprio a Verona, la Gdo ha importanti punti logistici.”
E’ ancora presto per stabilire i prezzi delle nostre mele, ma le aspettative sono buone. “Dobbiamo puntare sulla qualità – dice Alessandro Morini, produttore di mele a Belfiore – perché, nel mondo, si troveranno sempre mele a prezzi più bassi. Nelle zone del veronese, tipiche per la coltivazione di mele, siamo sottoposti a controlli severi; molte aziende sono certificate e producono praticamente a residuo chimico zero”. Del resto, l’Italia registra il minor numero di prodotti agroalimentari, con residui chimici irregolari (0,3%), quota inferiore di quasi cinque volte rispetto alla media europea (1,5%) e di 19 volte quella dei prodotti extracomunitari (5,7%). “La mela – evidenzia Heide de Togni, farmacista ed esperta in nutrizione – è un ottimo alimento perché è poco calorico e molto ricco di acqua. E’ adatta a tutte le età: a bambini, a persone che vogliono stare a dieta, ad anziani e a chi ha problemi di assunzione zuccheri, cui, quindi, sono particolarmente adatte le mele verdi. Le mele sono ricche di vitamine, sali minerali e fibre. Anche mangiare la buccia, fa bene, poiché possiede sostanze protettive, antitumorali e antiossidanti”. Anche mangiare la buccia… Ottima raccomandazione, che ottimamente si collega al dolce ricordo, di quando, passando da giovani, sotto filari di generosi meli, dai carichi rami di Morgenduft, che toccavano il suolo, si raccoglieva da terra qualche mela e la si mangiava, con tanto di buccia e non priva di qualche residuo di verderame, senza preoccupazione alcuna, godendo serenamente del meraviglioso dono della natura e dell’agricoltore.
Pierantonio Braggio
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