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50ª Fiera Internazionale del Riso, Isola della Scala, Verona.

di admin
XX Concorso “Risotto d’Oro dell’IGP” e “Palio del Risotto”, vinti rispettivamente da Galliano Pasetto, chef del Ristorante Da Aldo, Cerea, e da Flavio ed Andrea Pegoraro – pater et filius – per Isola Centro.

“Fiera del Riso” significa, per la maggioranza dei visitatori, e non a torto, momento di degustazione di sublimi risotti, preparati, secondo ricette isolane e non, ma, tutte antiche, o, comunque, legate a particolari, storiche tradizioni. Ma, in vero, essenza della voce “fiera”, non indica solo volontà di favorire il piacere del gusto, ma, anche “valorizzazione” e, quindi, “proposta”, nel nostro caso, del Riso Vialone Nano IGP – Indicazione Geografica Protetta – di Isola della Scala, che, per la sua qualità e per le sue caratteristiche, viene “consumato”, ogni anno, in fiera, in oltre 400.000 piatti. Il Vialone Nano, re delle cucine, è derivazione diretta del lavoro annuale, duro e costante, degli agricoltori, che seguono tale coltura, di generazione in generazione, da 500 anni… Un’inveterata e straordinaria tradizione anche questa… In tale quadro, fra i diversi eventi, previsti ad Isola della Scala, sino al 9 ottobre 2016, e miranti, appunto, alla valorizzazione de locale riso, hanno avuto sinora grande e particolare rilevanza il XX Concorso “Risotto d’Oro dell’IGP”, vinto da Galliano Pasetto, chef del Ristorante Da Aldo, Cerea, Verona, per la sua preparazione, fra le nove presentate, data dal Risotto all’aglio orsino della Val Tramigna, con luccio all’olio d’oliva Mezzane, Verona, e il “Palio del Risotto delle Contrade isolane 2016”, vinto – fra cinque concorrenti – da Flavio e Andrea Pegoraro – padre e figlio – per Isola Centro. Accennammo, in precedenza a nove risotti, in corsa per il Risotto d’Oro. Eccone le denominazioni: Risotto all’aglio orsino, vincitore del concorso, come sopra segnalato; alle erbette di campo; al ragout di faraona, con formaggio Monte Veronese mezzano, fiocchi di pane tostato e granella di pisello; alla créme brûlée di parmigiano, bresaola e kiwi; alla zucca, cuore di burrata e mandorle tostate, ed, in fine, alla lepre, vino Valpolicella superiore, Cordisasso e Monte veronese stagionato. Non bastando il tutto, sono stati giudicati positivamente, fuori concorso, un risotto alle ortiche e un risotto ’maridà’, così denominato, in dialetto locale, perché condito, sposato, per tradizione, con cibi derivanti da pasti precedenti.
Una Fiera del Riso – superficie: 4800 mq – sempre più elegante, ogni anno, più innovativa e capace d’attrarre sotto ogni aspetto, anche dal punto di vista merceologico, vista la saggia selezione di quanto, negli stands, viene proposto, e meritevole di grande ammirazione. Un fiera sorta nel lontano 1966, su iniziativa del cav. Pietro Secchiati – che molto fortunatamente, abbiamo personalmente conosciuto, a suo tempo, nel suo stand – con la sua ricetta del Risotto all’Isolana, ed oggi ottimamente condotta dal presidente Luigi Mirandola, dal sindaco di Isola della Scala, Stefano Canazza, dal direttore Roberto Bonfante e eccellentemente resa nota, ogni anno, nel suoi particolari, dall’Ufficio-stampa della Fiera stessa, guidato da Alberto Cogo. Una proposta: Isola della Scala, potrebbe estendere a Verona il piacere, creato dalla sua importante, internazionale manifestazione, predisponendo, durante ogni futura edizione, almeno due “Grandi cene al Risotto”, sotto lo straordinario porticato del Palazzo della Gran Guardia…!
Pierantonio Braggio

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