Uva e vino a Monteforte d’Alpone, Verona.
di adminOrmai, in questi tempi moderni, in cui, tutto è avvolto nel materiale, si gusta poca frutta e, nel caso, anche pochissima uva. La quale si trasforma in eccellente dimenticata, che sorge agli onori solo quando si parla di vino. Eppure, il frutto della vite – grappoli verdi, dorati e violacei – contiene uno straordinario gruppo di elementi, di grande importanza per la salute. Non solo: l’uva propone un delicato sapore, legato alle terre di produzione, il cui valore zuccherino è assai meno dannoso al corpo umano, di quanto lo sia lo zucchero normale. L’uva, quindi, come frutto da gustare a tavola, va opportunamente rivalutata con ogni mezzo, anche perché, assieme a quella impiegata, in grandi quantità, per la produzione di vino, costituisce grande fonte di reddito e di ricchezza nelle zone di produzione., come nel caso di Monteforte d’Alpone. Che è importante centro produttivo, soprattutto di uva “Gargànega” – base essenziale del brillante Soave – e, in minore misura, di “Durella” – elemento di partenza, per la produzione dell’ormai famoso vino “Durello dei Lessini”, lo spumante, ormai d’eccezione, sempre più gustato gustato in mille occasioni, in Italia ed all’estero. L’uva Gargànega, dunuque, avrà la sua festa dal 9 all’11 settembre prossimi a Monteforte, festa creata nel 1931 ed organizzata dalla Pro Loco di Monteforte, www.prolocomonteforte.org – presidente: Giampaolo Ghiotto, 392 05 08 139, vicepresidente: Ornella Preto – e caratterizzata da “I sapori delle Contrade” – piatti tradizionali locali; “Campionato delle grigliate per diversamente abili”, “Tàiadèla, fàta co’ la méscóla”, “Concorso per le Uve migliori del vino Soave”, “29° Palio delle Contrade”, la commedia ”Che affare, la casa popolare”, nonché “Luci e colori, dal Campanile”, il campanile eccezionale della Parrocchiale di Monteforte d’Alpone. Tutto ciò abbiamo saputo in occasione d’un amichevole incontro – in occasione dell’importante evento “Soave Versus”, tenutosi a Verona, nel colonnato del Palazzo della Granguardia, nei giorni 3-5 settembre 2016, a cura del Consorzio Tutela Vino Soave – presso lo stand della Cantina Massimo Canoso, dallo straordinario Soave e dal doce, dorato e vellutato Réciòto di Gargànega, i quali, appunto, hanno fatto pensare al prezioso paesaggio vitato di Monteforte…. Che, a 25 km da Verona e posto all’estremo sud della Val d’Alpone, con i suoi 1900 ettari di terreno agricolo, 1500 dei quali a vigneto e con circa 1000 aziende iscritte all’albo, è il paese a più alta densità viticola del Veneto e forse anche d’Italia.
Il paese deve probabilmente il nome alla funzione difensiva assegnatagli dai Romani, che lo vollero a protezione della via Postumia: in seguito, nel X sec., vi fu eretto anche un castello a difesa dalle scorrerie degli Ungari, sui pochi resti del quale, oggi, sorge la chiesetta di S. Antonio Abate, patrono del paese. Diventato feudo dei conti Sambonifacio, Monteforte passò ai vescovi di Verona, ai quali rimase fino al 1705.
Una visita a Monteforte permetterà di conoscere la Cittadina, la sua Gargànega, il suo vino, le sue tradizioni e la bellezza del suo paesaggio, frutto del costante e paziente lavoro dei viticoltori.
Pierantonio Braggio
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