Anche a Verona immatricolazioni in calo Rispetto a maggio 2011 l’Automobile Club ha rilevato un -16%
di adminI dati, a cura dell’area professionale statistica dell’Automobile Club d’Italia, fanno riferimento al confronto diretto tra maggio 2011 e maggio 2012, e mettono in evidenza due fattori principali: si immatricolano meno auto e la tendenza è di tenerle sino alla completa dismissione come testimonia il calo anche nei passaggi di proprietà.
Le radiazioni a Verona durante il mese appena trascorso, sono aumentate del 2,3% e si attestano sulle 2837 unità contro le 2084 auto immatricolate nuove, che nel maggio 2011 erano ben 2482. La medesima tendenza la possiamo rilevare, come detto, anche sui passaggi di proprietà, calati del 14,2% rispetto al maggio 2011 (3585 passaggi nel 2011 contro i 3076 attuali).
Il mercato dell’auto è in un’innegabile momento di stagnazione. Al termine dello scorso anno, il tasso di sostituzione dell’auto, che viene calcolato rapportando le prime iscrizioni con le radiazioni, era fisso sullo 0,88. Questo significa che nel 2011 per ogni auto nuova immatricolata ne è stata radiata meno di una, a significare che il ricambio generazionale delle quattro ruote è notevolmente rallentato. Aggiornando il calcolo ai primi cinque mesi del 2012, il tasso di sostituzione sembrerebbe essere salito, anche se di poco, allo 0,9. Questo testimonia che le auto radiate sono quasi equivalenti alle immatricolate. Sembra abbastanza chiaro però, che nonostante siano cresciute “le vecchiette” andate in pensione, il ricambio generazionale proceda con lentezza, dato che le immatricolazioni sono di numero inferiore. Quindi si abbandona di più, forse anche a causa del lievitare dei prezzi della benzina, ma si compra di meno.
Interessanti anche i confronti con i dati regionali. Rispetto al tasso complessivo veneto, che sempre sullo scorso maggio, ha subito un -17,4% sulle immatricolazioni nuove, un -14,2% sui passaggi di proprietà e un +5% sulle radiazioni, la città scaligera sta nel mezzo. A Vicenza e Venezia il calo di immatricolazioni rispetto allo scorso anno è del -20,2%, mentre spicca il -33,2% di Belluno. Padova è ferma sul -16,3%, Rovigo al -12,4%, Treviso al -11,3%. Il calo si attesta insomma su tutta la regione.
A testimoniare il calo d’acquisto, anche il discorso relativo alle auto usate sia per le due che per le quattro ruote. Il trend del mercato italiano ha fatto registrare per i primi cinque mesi dell’anno un calo sull’usato del 12,8% per le autovetture e del 13,3% per i motocicli. Ogni 100 vetture nuove, ne sono state vendute 164 nei primi cinque mesi dell’anno.
Impressionano i dati dei vicini trentini, che rispetto al maggio 2011 hanno registrato un aumento di immatricolazioni del +637% (da 2660 auto immatricolate un anno fa si è passati alle quasi 20mila di questo maggio), mentre altrettanto incredibili i valori della Valle d’Aosta, con un +506%. Sono queste due regioni le uniche a segnare il segno più, dato che in tutto il resto d’Italia le immatricolazioni sono in calo, ma c’è il motivo di questa stranezza.
Il governo Monti ha infatti recentemente aumentato gli importi dell’IPT (imposta provinciale di trascrizione) dovuti per ciascuna immatricolazione. Le provincie di Aosta e Trento, grazie alle maggiori libertà godute dall’assetto a statuto speciale, hanno potuto mantenere invariata questa imposta quindi sgravandosi degli aumenti, e di conseguenza la gran parte dei rivenditori sia su nuovo che usato ha trasferito o aperto filiali in quelle regioni. Il massiccio investimento dei sellers in queste zone d’Italia ha di fatto decuplicato le vendite rispetto allo scorso anno andando però a inficiare il potere di vendita del resto d’Italia.
Nonostante questo, i valori di Trentino e Val d’Aosta sono così alti che il Nord Italia ha registrato un +5% complessivo sulle immatricolazioni, a fronte di una evidente flessione registrata su tutte le provincie. Un dato quindi viziato.
«Non si tratta di un momento felice per l’automobile» ha detto Adriano Baso, presidente dell’Automobile Club Verona «ma dobbiamo fare esperienza da questi dati per capire i motivi che stanno rallentando il settore. Sicuramente l’aumento continuo dei prezzi della benzina è un fattore trainante che giustifica questo calo, ma non è il solo. Cercheremo di far sentire quanto più possibile la voce degli automobilisti, perché è chiaro che molte di queste mancate immatricolazioni siano state dettate da rinunce piuttosto che da scelte ponderate».
«Si tratta di un trend molto negativo» ha aggiunto Riccardo Cuomo, direttore dell’Automobile Club Verona «ma che tuttavia tiene Verona in una posizione di vantaggio rispetto al dato italiano. Siamo tra le prime città, dopo trentini e valdostani, che hanno tenuto meglio il mercato, registrando una flessione ridotta rispetto alla media. Certo, mi rendo conto che parlare di flessione ridotta quando in realtà il calo è stato del -16% è una forzatura, ma se non siamo gli ultimi in Italia vorrà dire senz’altro qualcosa, e dobbiamo dare merito a Verona e al nostro comparto auto per questo».
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