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POLIZIA MUNICIPALE: SEQUESTRATI TRE APPARTAMENTI SU DISPOSIZIONE DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA. ALL’INTERNO ATTIVITA’ DI PROSTITUZIONE

di admin
Il Vicecomandante della Polizia municipale Lorenzo Grella ha illustrato questa mattina l’operazione di giovedì scorso durante la quale sono stati posti sotto sequestro tre appartamenti, all’interno dei quali veniva sfruttata l’attività di prostituzione, in esecuzione di un decreto dell’autorità giudiziaria firmato dal giudice per le indagini preliminari Rita Caccamo.

L’intervento si inserisce in un’indagine iniziata nel febbraio scorso e coordinata dal pubblico ministero Elisa Labate. I tre appartamenti sequestrati si trovano in via Palladio 19 e 21, nell’area nota come Ia busa, ed in via Albere 25, e sono riconducibili a due donne italiane di 65 e 66 anni, già note alle forze dell’ordine per la loro passata attività di prostitute. La più anziana delle due, attualmente in stato di detenzione domiciliare per reati analoghi, gestiva le presenze da casa. Le indagini della Polizia municipale hanno messo in luce come fossero almeno una ventina le prostitute che usufruivano dei tre appartamenti; da loro le proprietarie pretendevano 20 euro o più ad ogni prestazione. I tre appartamenti erano utilizzati sia in modo regolare da prostitute fisse, sia in modo più estemporaneo da ragazze di passaggio. In via Palladio 21 sono stati sequestrati 14 dvd dai contenuti hard ed altro materiale attinente l’attività esercitata, mentre in via Albere l’utilizzo era più “mordi-e-fuggi”, come rilevato anche dalla diversa cura dell’appartamento e dal dettaglio degli arredi. Al momento dell’intervento all’interno dell’abitazione di via Palladio 19 era presente una coppia straniera, sulla quale sono in corso ancora accertamenti. L’indagine della Polizia municipale è partita nel febbraio scorso per intervenire in modo più efficace sul fenomeno della prostituzione su strada nella zona Stadio, in particolare nelle vie Palladio e Nascimbeni, dove è anche presente un complesso scolastico. Nonostante interventi e controlli di agenti e pattuglie, infatti, il numero di prostitute non accennava a diminuire. Di qui il passaggio ad un altro livello di attività, con raccolta di informazioni, appostamenti e servizi –anche in borghese- che hanno consentito di ricostruire il quadro complessivo.

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