Duecento aziende della Valpolicella assieme per difendere l’Amarone
di adminLa Camera di Commercio di Verona ha registrato i marchi collettivi in Italia, Unione Europea e nei principali mercato stranieri: dagli Usa all’Australia
Verona, 8 aprile 2011 – Di Passo in passo, Di Passo, Avarone, AmarOne, Amar.Uno, Gran Marone, sono alcuni dei marchi fatti ritirare dal mercato mondiale dalla Camera di Commercio di Verona. Marchi utilizzati da aziende straniere, tedesche, danesi ma anche italiane: toscane, trentine, persino veronesi. Addirittura un’azienda della Virginia (Usa) à stata bloccata e diffidata dall’iniziare la commercializzazione dell’Amarone, pubblicizzata sul proprio sito internet.
"Nemo profeta in patria – afferma il presidente della Camera di Commercio di Verona, Alessandro Bianchi, – per cui occorre che i produttori facciano sistema aderendo ai marchi collettivi che abbiamo registrato, di fatto tutte le denominazioni della Doc Valpolicella, a cominciare dall’Amarone che è senz’altro uno dei vini scaligeri più noti all’estero, più il Recioto di Soave".
L’ente dal 2004 ha iniziato a registrare i marchi collettivi dei vini veronesi più imitati sul mercato italiano e straniero. "Al momento sono circa 200 le aziende – spiega il Presidente dei Comitati di Valutazione dei marchi dei Vini e referente per l’agricoltura della Giunta della Cciaa, Damiano Berzacola – che hanno chiesto la licenza d’uso del marchio collettivo alla Camera di Commercio, che lo concede gratuitamente.
L’utilizzo massiccio del marchio collettivo, che è di fatto un marchio virtuale, dato che non è segnalato sull’etichetta, permette alla Camera di Commercio e ai Consorzi di tutela di avere maggior potere d’azione con le aziende imitatrici e nel deposito dei marchi all’estero, che procede speditamente".
La Camera di Commercio veronese ha depositato i marchi collettivi Valpolicella Ripasso, Amarone, Amarone della Valpolicella, Recioto della Valpolicella, Recioto di Soave e Recioto (quest’ultimo in contitolarità con la Camera di Commercio di Vicenza) nei principali mercati mondiali per il vino: paesi come Canada, Stati Uniti, Argentina, Giappone, Sud Africa, Australia . Oltre, naturalmente, all’Italia e all’Unione europea.
Dal 2004, l’ente camerale si muove a fianco delle imprese vinicole per tutelare i nostri vini dalle azioni di concorrenza illecita e contraffazione provenienti da operatori del settore, nazionali e internazionali. Dopo attente valutazioni, si è scelto di procedere attraverso la registrazione dei marchi collettivi dei vini da tutelare, marchi di cui la Camera di commercio è proprietaria e la cui licenza d’uso viene rilasciata ai produttori e imbottigliatori che ne facciano richiesta e che osservino le condizioni stabilite nei regolamenti d’uso approvati dalla Camera di commercio. Scopo della registrazione è quello di garantire gli standard qualitativi, la provenienza e la composizione del vino del nostro territorio e di proteggere la produzione veronese dai tentativi di contraffazione sostanzialmente collegati alla commercializzazione di produzioni di scarsa qualità con denominazioni uguali o comunque molto simili (Gran Marone – Merone – Avarone ecc.). Su segnalazione dei licenziatari o dei Consorzi di tutela, la Camera di Commercio, in quanto titolare dei marchi, interviene a difesa degli stessi con diffide e procedure legali che in alcuni casi hanno portato al ritiro dal mercato dell’etichette contestate. Le licenze sono rilasciate dalla Camera di Commercio su domanda, previo parere vincolante dei relativi Comitati di valutazione, composti come da Regolamento. Le licenze d’uso dei marchi hanno durata quinquennale rinnovabile, sono gratuite e non esclusive.
Allo stato attuale, risultano concesse:
194 licenze d’uso per i marchi Amarone e Amarone della Valpolicella;
241 licenze d’uso per il marchio Recioto;
189 licenze d’uso per il marchio Recioto della Valpolicella;
131 licenze d’uso per il marchio Recioto di Soave;
196 licenze d’uso per il marchio Valpolicella Ripasso.
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