Un giardino lungo l’Adige, il fiume che vive
di adminGiornata ecologica provinciale: Comune di Legnago, Fondazione Cariverona e Consorzio Veronese di Bonifica hanno “il fiume che vive”, un progetto di riqualificazione delle golene lungo l’Adige in prossimità dell’abitato di Legnago. I cittadini possono contare ora su un’area verde di sette ettari, lungo un percorso pedonale di 1,6 chilometri.
“L’Adige e le sue rive uniscono, non dividono il territorio e vanno considerati come un giardino che va curato con attenzione” ha commentato il sindaco di Legnago, Roberto Rettondini, intervenuto alla presentazione del progetto con il prefetto di Verona, Perla Stancari, in visita al museo archeologico, dopo la cerimonia al Museo del Risorgimento.
“Il fiume è un divenire è un migliorare – ha affermato il prefetto – lo sviluppo deve avvenire nel rispetto dell’ambiente, delle differenze che arricchiscono e deve essere compatibile con le risorse naturali”.
Il progetto, iniziato nel 2009 e conclusosi in questi giorni, è stato finanziato con un contributo della Fondazione Cariverona di 150mila euro, più fondi comunali per 99mila euro. “un’iniziativa che si inserisce nel progetto complessivo “fiume che vive” – ha spiegato l’assessore all’ambiente del Comune di Legnago, Graziano Lorenzetti – che mira a rendere completamente fruibili dalla popolazione le rive dell’Adige. Spazi verdi e pubblici in più e una buona manutenzione del territorio”.
Un territorio tutto da vedere e visitare: lungo il percorso sono stati creati dei punti di avvistamento delle garzaie, le colonie di aironi che nidificano negli isolotti di fronte alla riva. Nell’area il servizio forestale di Verona ha piantato oltre 3600 arbusti e piante di varie essenze, tutte autoctone, per riportare l’area alla sua originale tipicità e ricreare l’habitat faunistico della zona umida, qual’è la Bassa pianura veronese.
Il territorio oggetto d’intervento è stato bonificato e preparato per la piantumazione dal Consorzio Veronese di Bonifica che ha curato anche tutta la progettazione.
“Cerchiamo di vedere l’acqua come una risorsa e come un elemento delle natura amico – ha aggiunto il presidente del Consorzio Veronese di Bonifica, Antonio Tomezzoli, intervenuto assieme al Direttore, Roberto Bin – non come una minaccia. Dobbiamo imparare a convivere con l’acqua, non cercare di imbrigliarla, ma lasciarle lo spazio vitale di cui ha bisogno, quale ad esempio le golene per i grandi fiumi”.
Il nuovo intervento del Consorzio, che porta avanti progetto che, nell’area della Bassa pianura ha portato avanti numerosi progetti di riqualificazione del territorio: dal bosco del Tartaro a Torretta veneta alla trotara di Filegare. Una progettualità che mira ad una attenta manutenzione del territorio non solo delle migliaia di chilometri di canali di sua competenza.
“Il territorio però è di tutti ricordiamolo – ha concluso Tomezzoli – e gli spazi debbono essere vissuti dalla comunità, altrimenti finiranno per essere abbandonati al degrado nel giro di qualche anno”.
La gestione dello spazio è stata affidata all’associazione Amici della Verbena, il cui presidente, Maurizio Antoniazzi, che già organizza visite didattiche lungo l’Adige.
IL PROGETTO IN SINTESI
Approvazione progetto definitivo AGOSTO 2009
Approvazione progetto esecutivo DICEMBRE 2009
Inizio lavori GENNAIO 2010
Fine lavori MARZO 2011
AREE DI INTERVENTO:
Le aree in questione sono suddivise in 2 zone, entrambe localizzate in sponda destra dell’Adige.
1. La prima riguarda un’area golenale di circa 18.000 mq a Nord del centro abitato di Legnago, identificabile
nel tratto posto da Ponte Limoni a Corte Bevilacqua al limite superiore del territorio
comunale; tale area è stata data in concessione al Comune dal Genio Civile a partire dal
2008.
2. La seconda zona di intervento di circa 50.000 mq è ubicata lungo la striscia ripariale di una serie
di aree golenali a Sud del Ponte Ferroviario al limite meridionale del territorio comunale, nelle
vicinanze del centro ospedaliero. Il tratto interessato è compresa tra golena “Spianata Drizzagno
Inferiore”, la golena “Volta Mira – Volta Pegorari”.
INTERVENTI REALIZZATI:
1. Ripristino e miglioramento della fascia ripariale, la striscia di piante più vicina all’acqua
2. Creazione di formazioni boschive
3. Interventi legati al miglioramento degli habitat faunistici
4. Interventi di valorizzazione naturalistica con creazione di percorsi e strutture per migliorare
l’osservazione naturalistica
ALCUNI DATI SIGNIFICATIVI:
In un’area complessiva di 6,8 ettari, lungo un percorso di circa 1,6 Km sono presenti:
– 3600 essenze arboree
– 5000 metri di telo pacciamante
– 230 m di staccionata
– 35 pannelli illustrativi
– 15 panchine e tavoli
– 40 nidi artificiali.
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