Fissa, quando il volontariato crea sicurezza
di adminL’associazione Soccorso Sci Alpino presta servizio di recupero infortunati sulle piste da sci, vigilando sull’incolumità di migliaia di visitatori e turisti
I volontari dell’associazione Fissa di Soccorso Sci Alpino di Verona, nata ad agosto dalla precedente Federazione, possiedono una particolare “vocazione”: dedicano il loro tempo libero, senza fini di lucro, con sacrificio e dedizione, alla sicurezza e all’incolumità degli sportivi sulle piste da sci. Un compito che richiede una notevole preparazione e una capacità d’intervento di altissimo livello qualitativo.
A novembre l’associazione apre le porte ai nuovi iscritti: per chi volesse entrare a far parte della Fissa è possibile iscriversi giovedì 25 novembre alle ore 21 nella sede operativa di via Frà Giocondo, 83 a Verona in occasione della riunione istituzionale. Il corso è aperto anche a chi non sa sciare: la qualifica di ausiliare consente infatti di operare il servizio di soccorso nelle stazioni sciistiche dove non viene richiesto il trasporto a valle.
Per gli iscritti alla Fissa, che ad oggi sono un centinaio, c’è l’obbligo iniziale di frequentare un corso di primo soccorso sanitario, utile a fornire loro le conoscenze base teorico-pratiche e a far sì che possano intervenire con tempestività e prontezza in caso di incidente. A seguire vanno annoverati i compiti di organizzare corsi di pronto intervento sanitario e assistenza, promuovere contatti e collaborazioni con altre associazioni e principalmente soccorrere gli infortunati sulle piste da sci. Tale servizio è incentrato sul recupero, la stabilizzazione dei parametri vitali e l’eventuale trasporto a valle dei feriti, fino al punto d’incontro con l’Als (Advance Life Support, ovvero il personale medico di un’ambulanza o eliambulanza).
L’attività di intervento vera e propria, che i volontari Fissa prestano nelle stazioni sciistiche di Erbezzo e Malcesine a Verona, a Folgaria in Trentino e a Fiorentini, in provincia di Vicenza, inizia molto presto la mattina, all’apertura delle piste: in base ai turni di lavoro i volontari, in squadre di dieci, effettuano dapprima il controllo dell’attrezzatura sanitaria in dotazione, ovvero un marsupio per i piccoli interventi, con garze, cerotti e disinfettante, uno zaino con i supporti necessari agli interventi di primo soccorso, una borsa con stecco-bende di varie misure, una akia, cioè la barella per il trasporto a valle degli infortunati e un’altra a cucchiaio.
I volontari compiono con serietà sia l’attività di promozione della sicurezza sulle piste che il recupero stesso degli infortunati, in collaborazione con Carabinieri, Polizia e Corpo Forestale, utilizzando tutte le conoscenze sanitarie acquisite e nel pieno rispetto dei protocolli sanitari vigenti. Gli incidenti in montagna nel corso di una stagione sono infatti numerosi e svariate le casistiche, perché le moderne tecnologie, la scorretta applicazione dei “codici neve” e la voglia di velocità portano spesso, soprattutto i giovani, a voler strafare; ecco che diventa essenziale la presenza dei volontario della Fissa, che devono intervenire con rapidità e scaltrezza, prestando attenzione alla salute del malcapitato e a rispettare la tipologia d’intervento, fattori che spesso equivalgono a salvarne la vita o a ridurre il trauma.
Il lavoro dei volontari non è fine a se stesso, ma anzi la loro presenza lungo i circuiti tranquillizza e rassicura i meno esperti e gli escursionisti. Inoltre la Fissa lavora in silenzio, senza contributi né finanziamenti e formando ragazzi specializzati nei campi sanitari e del soccorso, desiderosi di rendersi utili con uno spirito di solidarietà che varca i confini veneti.
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