Fissa, quando il volontariato crea sicurezza

di admin
Giovedì 25 novembre alle 21 si aprono le iscrizioni.

L’associazione Soccorso Sci Alpino presta servizio di recupero infortunati sulle piste da sci, vigilando sull’incolumità di migliaia di visitatori e turisti
I volontari dell’associazione Fissa di Soccorso Sci Alpino di Verona, nata ad agosto dalla precedente Federazione, possiedono una particolare “vocazione”: dedicano il loro tempo libero, senza fini di lucro, con sacrificio e dedizione, alla sicurezza e all’incolumità degli sportivi sulle piste da sci. Un compito che richiede una notevole preparazione e una capacità d’intervento di altissimo livello qualitativo.
A novembre l’associazione apre le porte ai nuovi iscritti: per chi volesse entrare a far parte della Fissa è possibile iscriversi giovedì 25 novembre alle ore 21 nella sede operativa di via Frà Giocondo, 83 a Verona in occasione della riunione istituzionale. Il corso è aperto anche a chi non sa sciare: la qualifica di ausiliare consente infatti di operare il servizio di soccorso nelle stazioni sciistiche dove non viene richiesto il trasporto a valle.
Per gli iscritti alla Fissa, che ad oggi sono un centinaio, c’è l’obbligo iniziale di frequentare un corso di primo soccorso sanitario, utile a fornire loro le conoscenze base teorico-pratiche e a far sì che possano intervenire con tempestività e prontezza in caso di incidente. A seguire vanno annoverati i compiti di organizzare corsi di pronto intervento sanitario e assistenza, promuovere contatti e collaborazioni con altre associazioni e principalmente soccorrere gli infortunati sulle piste da sci. Tale servizio è incentrato sul recupero, la stabilizzazione dei parametri vitali e l’eventuale trasporto a valle dei feriti, fino al punto d’incontro con l’Als (Advance Life Support, ovvero il personale medico di un’ambulanza o eliambulanza).
L’attività di intervento vera e propria, che i volontari Fissa prestano nelle stazioni sciistiche di Erbezzo e Malcesine a Verona, a Folgaria in Trentino e a Fiorentini, in provincia di Vicenza, inizia molto presto la mattina, all’apertura delle piste: in base ai turni di lavoro i volontari, in squadre di dieci, effettuano dapprima il controllo dell’attrezzatura sanitaria in dotazione, ovvero un marsupio per i piccoli interventi, con garze, cerotti e disinfettante, uno zaino con i supporti necessari agli interventi di primo soccorso, una borsa con stecco-bende di varie misure, una akia, cioè la barella per il trasporto a valle degli infortunati e un’altra a cucchiaio.
I volontari compiono con serietà sia l’attività di promozione della sicurezza sulle piste che il recupero stesso degli infortunati, in collaborazione con Carabinieri, Polizia e Corpo Forestale, utilizzando tutte le conoscenze sanitarie acquisite e nel pieno rispetto dei protocolli sanitari vigenti. Gli incidenti in montagna nel corso di una stagione sono infatti numerosi e svariate le casistiche, perché le moderne tecnologie, la scorretta applicazione dei “codici neve” e la voglia di velocità portano spesso, soprattutto i giovani, a voler strafare; ecco che diventa essenziale la presenza dei volontario della Fissa, che devono intervenire con rapidità e scaltrezza, prestando attenzione alla salute del malcapitato e a rispettare la tipologia d’intervento, fattori che spesso equivalgono a salvarne la vita o a ridurre il trauma.
Il lavoro dei volontari non è fine a se stesso, ma anzi la loro presenza lungo i circuiti tranquillizza e rassicura i meno esperti e gli escursionisti. Inoltre la Fissa lavora in silenzio, senza contributi né finanziamenti e formando ragazzi specializzati nei campi sanitari e del soccorso, desiderosi di rendersi utili con uno spirito di solidarietà che varca i confini veneti.

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