Si ricomincia… dalla politica economica. E a Verona…
di adminA livello nazionale ombre minacciose si stanno addensando su ampi settori che finora erano stati toccati solo per marginalità dalla crisi economica. Se il Pil medio è diminuito di qualche punto, alcuni settori stanno soffrendo diminuzioni importanti da tempo, altri settori meno: ebbene sono proprio questi che ora sull’onda lunga stanno entrando in difficoltà. Le previsioni di ripresa europea e nazionale sembrano più essere una ripresa dai minimi di alcune realtà industriali che fanno tendenza ma non recuperano la massa. E’ pur vero che il calo dell’euro, rispetto allo Yen ( ai minimi da quando esiste l’euro) e del dollaro, ha dato un po’ di ossigeno alle piccole e medie imprese italiane che forti nel manifatturiero sono riuscite ad agganciarsi alla locomotiva tedesca; conseguenzialmente anche le imprese veronesi sono riuscite a recuperare nei vari settori, agroindustria, turismo e meccanica di qualità, dei discreti numeri ma ora lo spettro di una crisi politica che impedisca di affrontare i prossimi appuntamenti economici lascia poche speranze al consolidamento della ripresa in atto. Sembra che fatto fare a Tremonti il lavoro sporco, passata la manovra di consolidamento europea, ora tutti possano scatenarsi in avventure ideologiche e diatribe mediatiche con cui si fa, una sorta di ordalia, un duello all’ultimo articolo e scoop, per vedere chi vince. Le frasi riportate in via di sintesi dalla stampa del dialogo tra Letta e Fini : o lui distrugge me o io distruggo lui – riferendosi a Berlusconi, e mai confermate, sono eclatanti nelle prospettive . Ora la necessità di un po’ chiarezza nel governo del Paese, che si accinge a varare una riforma federalista di cui pochi sanno o hanno capito la portata, appare sempre più evidente, in specie, nel momento in cui le ristrutturazioni dei debiti pregressi, toccano grandi e piccole famiglie ed i problemi finanziari sul consumo non sono ancora passati, basta guardare al livello dei tassi con l’euribor ancora sotto 1%. Un insieme di cose che dovrebbero finalmente far ripensare ai modelli di sviluppo del vecchio continente, perchè tassi così bassi non sono buoni sintomi! E a Verona? Detto che la nostra economia locale seguirà in gran parte quello che capiterà a livello nazione, va ricordato che ci sono un bel po’ di poltrone da sistemare. Dopo le riconferme di Fratta Pasini e di Bedoni, ci sono varie cariche che devono trovare il nome a cui appiccicarsi e da cui dipenderanno molte delle sorti di buona amministrazione della nostra città e provincia. Tutte dipendono da volontà e da equilibri partitici o politici per cui le vicende politiche romane non sono prive di effetti diretti. A partire dalla partita più importante, La Fondazione Cariverona, facendo seguire quella degli enti economici locali e regionali, molte di queste posizioni troveranno e in parte hanno già trovato, non ci sono ufficialità, una collocazione, e credo sia pleonastico affermare che queste sistemazioni offriranno, ognuna a proprio modo, elementi di supporto e di volano per la credibilità della ripresa nei nostri territori. La prudenza nei cambiamenti è quindi d’obbligo, ma le valutazioni sugli effetti debbono essere fatte a tutto tondo. Ai veronesi ricordo solo una fatto: che la Libia creda in Unicredito tanto da divenirne il primo socio, ben oltre la quota di voto, dovrebbe far riflettere i molti che hanno abbandonato la banca e seguono con molto distacco le sue vicende che invece avranno fortissime ripercussioni sul nostro territorio, se non domani, dopodomani.
In Evidenza
Gruppo Tinazzi, presentato a Lazise il Bilancio di Sostenibilità 2025

Verona, boom di visitatori: 658 mila a marzo e 228 mila nel ponte di Pasqua

Gasolio agricolo, CIA Verona: «23 milioni di euro annui di maggiori costi»

Welfare Generativo: a Verona un incontro sul nuovo motore di crescita per le PMI

PMI, entra in vigore la nuova legge: più credito, incentivi e regole su recensioni online

Olio, l’oro verde che l’Italia non ha ancora imparato a raccontare

FS, 28 milioni di viaggiatori per Pasqua e ponti primaverili: potenziata l’offerta ferroviaria

Ikea Italia rinnova il contratto integrativo: più salario, welfare e tutele per 7.600 dipendenti

Ferrovie dello Stato: l’utile torna positivo a 30 milioni, ricavi a 17,3 miliardi e 18 di investimenti


