Si ricomincia… dalla politica economica. E a Verona…

di admin
L'evoluzione economica post agostana sarà un bel rompicapo. Ma noi siamo fiduciosi che la prudenza prevarrà.

A  livello nazionale  ombre  minacciose si  stanno addensando su  ampi settori che  finora erano stati  toccati  solo  per marginalità dalla crisi economica. Se il Pil  medio è diminuito di qualche punto, alcuni settori stanno soffrendo diminuzioni importanti da  tempo,  altri settori  meno: ebbene sono proprio questi che ora  sull’onda lunga stanno entrando in difficoltà. Le previsioni di  ripresa europea e  nazionale  sembrano  più essere  una ripresa dai  minimi  di alcune  realtà industriali che  fanno tendenza  ma  non  recuperano la massa. E’ pur  vero che  il calo dell’euro, rispetto allo Yen ( ai  minimi  da quando esiste l’euro)   e del dollaro,   ha dato  un  po’ di ossigeno alle piccole e medie imprese italiane che forti nel manifatturiero  sono riuscite ad agganciarsi alla locomotiva tedesca; conseguenzialmente   anche  le imprese veronesi  sono  riuscite a recuperare  nei vari settori, agroindustria, turismo e meccanica di  qualità, dei discreti  numeri  ma ora lo spettro di una crisi  politica  che impedisca di affrontare i prossimi appuntamenti economici  lascia poche speranze al consolidamento  della ripresa  in atto. Sembra che  fatto fare a Tremonti il lavoro sporco, passata la manovra di consolidamento  europea, ora tutti possano scatenarsi in avventure ideologiche e diatribe  mediatiche con cui  si fa, una sorta di ordalia, un duello all’ultimo articolo e scoop, per vedere chi  vince. Le frasi riportate  in via di sintesi dalla stampa del dialogo tra Letta e Fini : o lui distrugge me o io distruggo  lui –  riferendosi a Berlusconi, e mai confermate, sono  eclatanti nelle prospettive . Ora la necessità di un  po’  chiarezza  nel governo del Paese, che  si accinge a  varare una riforma federalista di cui pochi  sanno o hanno capito la portata, appare sempre  più evidente, in specie,   nel momento in  cui  le ristrutturazioni dei debiti pregressi, toccano  grandi e piccole  famiglie ed i  problemi finanziari sul consumo  non sono ancora passati, basta guardare al livello dei tassi con  l’euribor ancora sotto 1%. Un insieme di cose che  dovrebbero finalmente far ripensare ai modelli di sviluppo del vecchio continente, perchè tassi  così bassi non sono  buoni sintomi! E a Verona?  Detto che  la nostra economia locale seguirà in gran parte quello che capiterà a livello nazione, va ricordato che ci sono un  bel po’ di poltrone da sistemare. Dopo  le riconferme di  Fratta Pasini e di Bedoni, ci sono varie  cariche che devono trovare  il  nome a cui appiccicarsi e da cui dipenderanno  molte  delle sorti  di buona  amministrazione della nostra  città e provincia.   Tutte dipendono  da volontà e da equilibri partitici o politici per cui le vicende politiche romane non sono prive di effetti diretti. A partire dalla partita più importante, La Fondazione Cariverona, facendo seguire quella degli  enti  economici  locali e regionali, molte di queste posizioni  troveranno  e in parte hanno già trovato, non ci sono ufficialità,  una collocazione, e credo sia pleonastico affermare che queste  sistemazioni  offriranno, ognuna  a proprio modo,   elementi di supporto  e di volano per la credibilità della  ripresa nei nostri territori. La prudenza   nei cambiamenti  è quindi d’obbligo, ma le valutazioni sugli effetti   debbono  essere fatte a tutto tondo. Ai veronesi ricordo solo una fatto:  che la Libia creda  in Unicredito tanto da divenirne il primo socio, ben oltre la quota di voto,  dovrebbe far riflettere i molti che hanno abbandonato la banca e seguono  con  molto distacco le sue  vicende che invece avranno  fortissime ripercussioni  sul nostro territorio, se non domani, dopodomani.

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