Segue dall’articolo: Profumo alla resa delle Fondazioni!
di adminPerché non si chiude la vicenda (gli aggettivi qualificativi li lascio alla fantasia del lettore) di Mediobanca e perché non si pensa ad aggregare in Unicredit, Mediobanca, rendendo così lineari e palesi tutti quegli intrecci esistenti di quote tra società di una e dell’altro Gruppo. Sarebbero più chiare le strategie di una entità che non può giocare col futuro del Paese e che non può essere nelle mani di un solo regista. Troppi interessi e troppe persone (novelli dei in terra?) sono in ballo. Le regole morali sono troppo deboli ed evanescenti ed usate spesso prevalentemente per ragioni di marketing (quelle giuridiche, in Italia, sono da tempo forti solo con i deboli).Le superpotenti autorità dovrebbero intervenire per fare chiarezza. Il timore è che invece annichiliscano al cospetto o si defilino dall’esame del progetto!
Sembrerà strano, ma crediamo che prima si definirà chi va a comandare alle Generali-Mediobanca, e prima avremo la risposta di cosa farà UniCredit a Verona. E’ tutto un sistema che si tiene legato, tutto dipenderà dai nuovi equilibri..
Se all’Italia occorre una banca di dimensioni globali (e la storia italica di banchieri può insegnare molto al mondo) si faccia. Se Unicredito è stata a ciò deputata dalle autorità e dai singoli azionisti bene, ma senza perdere di vista i cardini di come si fa banca e su quali montanti poggiano questi cardini. Altre banche non si sono impelagate in percorsi espansionistici, avranno sbagliato in altre condotte, ma hanno saggiamente mantenuto la presenza ben ancorata al territorio strutturandosi sui punti di forza e non distraendo gli azionisti con effetti pirotecnici che dopo aver fatto sbalordire ora stanno mettendo a repentaglio la vita di una intera comunità e costringendo con le pezze al sedere Fondazioni, piccoli azionisti , piccoli imprenditori.
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