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Voci veronesi dal Vinitaly: Ca’ Pigneto, qualità e riconoscimenti anche dalle piccole cantine

di Matteo Scolari
A Vinitaly 2026 Giuliano Occhipinti evidenzia il ruolo delle piccole aziende vitivinicole e celebra i recenti riconoscimenti ottenuti dai suoi vini, sottolineando al contempo una lieve flessione della presenza internazionale.

Nel panorama della 58ª edizione di Vinitaly, anche le piccole cantine dimostrano la loro capacità di attrarre interesse e apprezzamento grazie a qualità, identità territoriale e riconoscimenti internazionali. L’azienda Ca’ Pigneto, rappresentata da Giuliano Occhipinti, si distingue per l’eccellenza dei suoi vini e per una presenza significativa in fiera, confermando il valore delle realtà artigianali della Valpolicella.

Al giro di boa di questo Vinitaly, quale attenzione c’è in generale e in particolare per le cantine medio-piccole come la vostra?

Devo dire che la nostra cantina, pur essendo molto piccola, è molto ricercata, come dimostra anche il movimento di persone allo stand. Probabilmente questo è legato ai risultati ottenuti: quest’anno il nostro Amarone annata 2017 ha ricevuto 95 punti e il Recioto 91 punti, riconoscimenti che rappresentano per noi una grande soddisfazione.

E sul bilancio, fino a qui, della manifestazione?

Per quanto riguarda il bilancio di metà manifestazione, possiamo dire che si tratta di un buon Vinitaly, anche se i conti si faranno alla fine del quarto giorno. La sensazione è che manchi un po’ di turismo straniero e, più in generale, di operatori provenienti dai mercati internazionali, probabilmente a causa dei limiti oggettivi legati ai fatti di cronaca del momento. Nonostante ciò, l’afflusso di visitatori è comunque positivo.

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